Shopping online, un acquisto su tre torna indietro: il boom dei resi cambia il mondo della moda
Vestiti e gonne tra i prodotti più restituiti. Dietro il fenomeno pesano taglie, vestibilità e acquisti impulsivi
Comprare un capo online, provarlo a casa e decidere di restituirlo è diventata un’abitudine sempre più diffusa. Nel settore della moda, infatti, circa un acquisto su tre viene restituito, un fenomeno che continua a crescere e che sta cambiando profondamente le strategie dell’e-commerce.
Secondo una recente ricerca dedicata al comportamento dei consumatori nel fashion online, il tasso medio di reso in Europa oscilla tra il 25% e il 40%, con differenze significative da Paese a Paese. Tra i più virtuosi figura l’Italia, dove la percentuale di resi si attesta intorno al 15%, mentre in altri mercati europei i valori risultano molto più elevati.
Perché restituiamo così tanti capi?
La risposta è semplice: la realtà spesso non corrisponde alle aspettative.
Quando si acquista online non è possibile toccare i tessuti, verificare realmente il colore o provare un capo prima dell’acquisto. Per questo motivo la vestibilità rappresenta uno dei principali motivi di restituzione.
Abiti, gonne e capi femminili risultano essere le categorie più frequentemente restituite. La ragione principale è che la percezione della taglia può variare notevolmente da un marchio all’altro e persino tra modelli della stessa azienda.
Molti consumatori acquistano più taglie dello stesso prodotto per poi tenere solo quella che veste meglio, restituendo le altre. Una pratica ormai comune che contribuisce ad aumentare il numero complessivo dei resi.
