Shopping online, un acquisto su tre torna indietro: il boom dei resi cambia il mondo della moda
Lo studio evidenzia che una parte consistente delle restituzioni non è legata a difetti o problemi tecnici, ma semplicemente a un cambio di idea.
Tra le motivazioni dichiarate più frequenti emerge infatti il classico “non mi piace”, una valutazione soggettiva che riguarda l’aspetto del capo una volta ricevuto.
In molti casi il prodotto appare diverso rispetto alle aspettative create dalle fotografie online o non si adatta allo stile personale immaginato durante l’acquisto.
Curiosamente, oltre la metà dei resi viene effettuata senza fornire una motivazione dettagliata, rendendo ancora più difficile per le aziende comprendere le ragioni che spingono i clienti a restituire i prodotti.
Un costo nascosto che pesa sul settore
Dietro ogni pacco restituito si nasconde un costo spesso invisibile per il consumatore.
Ogni reso richiede infatti operazioni di trasporto, controllo qualità, gestione amministrativa e, in molti casi, ricondizionamento del prodotto prima che possa essere rimesso in vendita.
Per le aziende del fashion online il costo di gestione di una singola restituzione può arrivare a incidere in modo significativo sui margini economici.
Oltre all’impatto finanziario esiste anche una questione ambientale: trasporti aggiuntivi, imballaggi e nuove spedizioni contribuiscono ad aumentare le emissioni legate al commercio elettronico.
