Addio ai dischi PlayStation: inizia la rivoluzione digitale del gaming.
Norme del mercato dei giochi e prospettive future
Benchè il passaggio a una visione digitale non stupisca, rappresenta comunque una delusione per coloro che desiderano avere una copia fisica dei propri giochi, non solo dati su un hard drive. Infatti, da tempo, le vendite di videogiochi sono prevalentemente digitali; un esempio è Capcom, che ha rivelato che il 93% delle sue vendite nell’ultimo anno fiscale era digitale. Nonostante ciò, Spencer sottolinea: “Le vendite fisiche di nuovi giochi PlayStation 5 sono in calo da tempo. Quindi, nel breve periodo successivo al passaggio al solo digitale, non credo che assisteremo a cambiamenti significativi.”
Nelle prospettive a cinque o dieci anni, Spencer prevede un “aumento dei prezzi per i titoli fisici stampati prima del 2028 e una domanda di nicchia ma forte per i nostri prodotti”. Anche se questo potrebbe giovare agli affari, “personalmente preferirei che non fosse così.” Per Spencer, “l’idea stessa dei videogiochi fisici diventerà straniera e sarà vista più come una curiosità, il che non sarà certo positivo per noi.”
Sony si sta già muovendo verso un futuro potenzialmente digitale. La PS5, ad esempio, è stata lanciata nel 2020 con una versione più economica senza unità disco, mentre la PS5 Pro richiede un acquisto separato dell’unità disco per chi desidera giocare a titoli fisici. Non è neppure la prima volta che Sony lancia hardware esclusivamente digitale; il PSP Go del 2009 non era dotato di un’unità UMD, come ricorda Andrew Borman, direttore della conservazione digitale presso il The Strong National Museum of Play.
