Addio ai dischi PlayStation: inizia la rivoluzione digitale del gaming. (pagina 3)
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
Borman mette in evidenza che le sfide della conservazione digitale non sono nuove né esclusive per il settore videoludico. “È importante agire ora per preservare la storia dell’industria”, afferma. I giochi fisici, nuovi e usati, continueranno ad avere un mercato, come dimostra il ritorno dei dischi in vinile. “Dal punto di vista dei consumatori, la scelta è tutto e perderla è sfortunato, soprattutto per chi non ha connessioni Internet affidabili.”
In merito all’impatto della transizione verso il digitale, Cifaldi sostiene che non avrà l’effetto previsto sui professionisti della conservazione. “Questa è una tendenza continua”, afferma. “Sony non è la prima a farlo e non sarà l’ultima, dato che la maggioranza dei videogiochi prodotti nell’ultimo ventennio non è stata realizzata per console domestiche dedicate.”
È importante notare che i titolari delle piattaforme stanno già facendo alcuni passi verso la conservazione dei giochi più vecchi: Sony ha un team di preservazione IP, Microsoft ha reso giocabili numerosi titoli più vecchi sulle moderne console Xbox, e Nintendo Switch Online offre un catalogo retro ricco di classici. Un esempio è GTA VI, che verrà venduto nei negozi fisici ma solo come codice download. Questo è probabilmente un anticipo di come sarà il mercato in futuro.
Cifaldi invita i gruppi di settore, come l’Entertainment Software Association, a trovare soluzioni reali per archivi e musei per preservare legalmente il contenuto esclusivamente digitale. Secondo lui, l’industria deve impegnarsi seriamente su questo tema, poiché “aspettarsi che i musei scarichino una copia di GTA VI e sperino che funzioni tra 50 anni non è una soluzione di conservazione.”
### Fonti ufficiali
– Video Game History Foundation
– Capcom
– The Strong National Museum of Play
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