AI Act: Impatti su scuole e utenti Google/Microsoft dal 2 agosto 2026. Cosa sapere.
Le scuole dovrebbero: censire gli strumenti di IA in uso; distinguere fra usi ordinari e quelli che influenzano le valutazioni o i diritti degli studenti; evitare strumenti non verificati; definire regole d’uso e responsabilità; documentare la formazione e le decisioni prese; garantire un controllo umano continuo. L’implementazione di misure adeguate e di alta qualità non deve essere semplicemente un adempimento burocratico ma deve riflettere un impegno serio per l’educazione e la sicurezza degli studenti.
Nel contesto dell’uso di piattaforme come Google Workspace for Education o Microsoft 365 Education, che sono diffuse in quasi il 99% delle scuole italiane, la situazione è più gestibile. La scuola, infatti, riveste il ruolo di utilizzatore e delega a queste aziende il compito di provider. Questo offre vantaggi, poiché gli oneri normativi ricadono sui fornitori che devono garantire che i loro sistemi rispettino i requisiti di sicurezza dell’Unione Europea, fornendo documentazione e istruzioni chiari.
Google, ad esempio, ha già aderito a protocolli europei come l’AI Pact e il GPAI Code of Practice, dimostrando attivamente il suo impegno nel garantire la conformità alla regolamentazione UE.
In sintesi, l’AI Act e le sue modifiche pongono sfide e opportunità per il sistema educativo. La preparazione e una pianificazione adeguata saranno determinanti nel garantire un uso efficace e responsabile dell’intelligenza artificiale nelle scuole, a beneficio di tutti gli studenti.
Fonti ufficiali: AI Act, Ministero dell’Istruzione.
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it
