Boom di immobili certificati ESG: la sostenibilità guida la trasformazione
La Tassonomia Europea rappresenta oggi il principale riferimento normativo per definire cosa sia realmente sostenibile, offrendo criteri chiari e misurabili che orientano scelte progettuali, operative e finanziarie. L’adozione di questo framework favorisce l’allocazione dei capitali verso asset allineati agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea, accelerando l’adozione di approcci comparabili e strutturati lungo l’intera filiera del settore.
Benchmark come GRESB svolgono un ruolo centrale nel misurare l’integrazione dei criteri ESG, valutando oltre 500.000 asset nel mondo, rispetto ai circa 208.000 nel 2024. Questo incremento di oltre 290.000 unità dimostra l’attenzione crescente del mercato verso la sostenibilità. Il settore immobiliare ha un impatto rilevante sull’ambiente: secondo l’UNEP, costruzioni ed edifici generano il 34% delle emissioni globali di CO₂ e il 32% del consumo energetico mondiale, sottolineando l’urgenza di accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. In Italia, l’impatto del settore dovrebbe ridursi quasi della metà entro il 2050, passando da 26,63 kg/m² a 13,46 kg/m² di gas serra, secondo GRESB.
