Caso Garlasco: approfondimenti tra criminologia e medicina legale oltre il clamore mediatico
Il profilo criminale e i nuovi sviluppi giudiziari
Nel libro, Sofia Vidale introduce il concetto di “criminal profiling all’inverso”, ovvero una strategia investigativa che nel caso Garlasco ha finito per allargare anziché restringere il campo degli indagati. “Un errore metodologico che ha condizionato pesantemente le indagini,” afferma Vidale, che approfondisce inoltre il tema dell’overkilling, confrontando il caso con quello di Christopher Porco, colpevole di un omicidio familiare negli Stati Uniti. La criminologa sottolinea l’importanza di analizzare il profilo psicologico del sospettato alla luce del contesto personale e delle relazioni sociali.
Passando agli sviluppi giudiziari, il medico legale Pasquale Bacco mette a confronto le due fasi processuali: quella che ha coinvolto Alberto Stasi e le nuove accuse rivolte ad Andrea Sempio. “È raro vedere processi in cui, prima di una condanna definitiva, un procuratore generale esprima dubbi così netti sull’accusa,” ricorda Bacco citando un episodio emblematico: “‘Io non ho le prove che Stasi sia colpevole e voi neanche’”.
Oggi la situazione è cambiata, con un quadro accusatorio molto più solido. “Le telefonate, la chiavetta USB, le intercettazioni completano un insieme di prove che anche le investigazioni classiche considerano rilevanti,” afferma Bacco. Ribadisce, però, che resta fondamentale il principio del ragionevole dubbio, che in questo caso dovrebbe essere superato per garantire una sentenza giusta data la gravità del reato.
