Comprendere il linfedema: cause, sintomi, fasi e opzioni di trattamento efficaci
Il linfedema primario è legato a un’anomalia del sistema linfatico ed è solitamente presente alla nascita. Tuttavia, i sintomi possono manifestarsi più tardi nella vita. Esistono tre forme principali di linfedema primario, classificate in base all’età di insorgenza dei sintomi.
Il linfedema congenito è evidente fin dalla nascita, ed è più comune nelle donne, rappresentando circa il 10-25% dei casi di linfedema primario. Un sottogruppo di persone con linfedema congenito presenta una genetica di ereditarietà familiare, noto come malattia di Milroy.
Il linfedema praecox è la forma più comune e si manifesta dopo la nascita ma prima dei 35 anni, con un picco di sviluppo durante la pubertà. Questa condizione colpisce le donne quattro volte più spesso degli uomini. Infine, ci troviamo di fronte al linfedema tardivo, noto anche come malattia di Meige, che si manifesta dopo i 35 anni, ma è meno frequente rispetto alle altre due forme.
Cause del linfedema secondario
Il linfedema secondario si sviluppa quando un sistema linfatico normalmente funzionante viene bloccato o danneggiato. Negli Stati Uniti, la chirurgia per il cancro al seno, specialmente se combinata con la radioterapia, è una delle cause più comuni di linfedema secondario. Questo porta tipicamente a gonfiore unilaterale dell’arto.
Qualsiasi intervento chirurgico che coinvolge la rimozione di linfonodi o vasi linfatici può risultare in linfedema. Procedure chirurgiche associate al linfedema includono, ad esempio, la rimozione di varici, lipectomia, escissioni di cicatrici da ustioni e interventi vascolari periferici. Anche traumi, ustioni, infezioni e compressione da tumori possono danneggiare i linfonodi e i vasi linfatici, contribuendo al linfedema.
