Conflitto al vertice sul trattato del mare: il ruolo dei gestori della pesca nella conservazione.
In un rapporto pubblicato da Greenpeace, si stima che quasi un terzo delle persone nelle delegazioni nazionali alle riunioni delle RFMOs siano rappresentanti dell’industria. Questa rappresentanza è particolarmente significativa nei “grandi poteri della pesca lontana”, creando possibili conflitti di interesse nel processo decisionale.
Negli ultimi giorni del summit, si sono sviluppate regole sulla partecipazione di osservatori non statali, tra cui ONG e gruppi indigeni. Questi osservatori possono fornire dichiarazioni e consulenze, ma non hanno potere di voto. Le nuove norme sono state concepite come compromesso, che prevede un processo a due fasi per consentire agli stati di opporsi a determinati osservatori, ma con la decisione finale affidata alla maggioranza del COP.
A questo punto, le ONG rimangono divise su chi dovrebbe ospitare il segretariato BBNJ, con alcuni esperti che avvertono dei possibili rischi di limitazioni accademiche sotto la gestione cinese.
Il Futuro delle AMP e delle RFMOs
Le organizzazioni dei piccoli Stati insulari, che promuovono forti protezioni marine, hanno condannato l’assenza di progressi significativi al vertice, evidenziando l’inefficacia delle negoziazioni e i conflitti che tendono a distogliere l’attenzione dalle questioni oceaniche.
L’accordo BBNJ è stato concepito per superare le fratture esistenti dell’attuale governance marittima in favore di un obiettivo più ampio. La comunità internazionale ha l’opportunità di dimostrare la propria volontà di migliorare la situazione degli oceani e di garantire che le politiche di conservazione non siano influenzate da interessi settoriali.
In genere, i prossimi incontri del COP, previsti per gennaio 2027, rappresenteranno un’occasione decisiva per garantire che le AMP siano istituite in modo efficace e per fare chiarezza sulle interazioni tra BBNJ e RFMOs. È fondamentale che i rappresentanti dei vari paesi parlino con una sola voce per promuovere una governance sostenibile degli oceani.
Per ulteriori informazioni sul tema, consulta le fonti ufficiali disponibili su siti come le Nazioni Unite e Greenpeace.
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