Docente di sostegno: “Gestisco le emozioni di tutti, ma mi sento sola e frustrata.”
Il cambiamento di nomenclatura e le sfide quotidiane
Recentemente, gli insegnanti di sostegno sono stati definiti ‘insegnanti di inclusione’. Teoricamente, dovrebbero essere responsabili dell’inclusione di tutti gli studenti nella classe, ma nella pratica si trovano spesso a dover colmare lacune. “Siamo viste come quelle che devono sistemare la situazione senza ricevere un adeguato riconoscimento o supporto psicologico. Mi rendo conto che potrei avere aspettative elevate nei confronti dello Stato, ma non sarebbe fondamentale far sentire i nostri ragazzi amati e accettati? Quando cerco di avvicinarmi agli studenti, rischio di essere vista come ‘troppo emotiva’. Eppure, mi viene chiesto di contenere il dolore di interi gruppi. Questa contraddizione è difficile da gestire da sola. Non voglio smettere di fare il mio lavoro, ma non voglio più farlo nell’isolamento, con un carico di frustrazione che non so come affrontare”, ha concluso.
In un sondaggio condotto su un campione di 1.070 persone, il 70% degli insegnanti ha dichiarato che l’inclusione degli alunni con disabilità non è adeguata. Le criticità emerse sono molteplici, principalmente riconducibili alla mancanza di specializzazione tra i docenti di sostegno, come indicato da sei insegnanti su dieci.
