Fondatori sfruttano sentenza indiana per rilanciare critiche sul business pubblicitario di Google.
Reazioni e impatti del verdetto
La sentenza ha attirato l’attenzione di molti imprenditori indiani, tra cui Nithin Kamath, fondatore di Zerodha, e Sridhar Vembu, fondatore di Zoho. Entrambi hanno pubblicamente sostenuto la decisione, evidenziando come molti concorrenti abbiano fatto uso degli strumenti pubblicitari di Google per deviare il traffico da marchi consolidati. Kamath ha condiviso la sua esperienza dicendo: “Ogni volta che qualcuno cerca ‘Zerodha’, il traffico dovrebbe giustamente andare a Zerodha. Purtroppo, spesso i primi risultati su Google Search sono annunci che portano a siti di concorrenti.”
In risposta alla sentenza, Google ha dichiarato che la sua politica pubblicitaria riguardante le parole chiave protette da marchio non consente agli inserzionisti concorrenti di utilizzare termini registrati nel testo degli annunci. Tale politica, ha precisato la società, viene applicata a livello globale.
Un portavoce di Google ha commentato: “Ci aspettiamo di continuare a allineare le nostre operazioni ai quadri giuridici locali, mantenendo standard rigorosi per proteggere gli interessi a lungo termine dei nostri utenti.” La posizione centrale dell’India come mercato per Google, con un numero di utenti internet superiore a qualsiasi altro paese tranne la Cina, rende questa sentenza particolarmente rilevante per la compagnia.
