Insegnanti riflettono sull’anno passato: a settembre temono sfide ancora più grandi.
Siamo immersi nella pausa estiva e le scuole italiane si trovano nel bel mezzo di una transizione che segnerà un cambiamento significativo nel panorama educativo. Mentre i banchi sono vuoti e le commissioni d’esame stanno ancora lavorando per una Maturità che misuri realmente le competenze degli studenti, è il momento di riflettere sull’anno scolastico 2025-2026, che ha portato con sé importanti innovazioni.
Un anno scolastico rivoluzionario
Questo ciclo non ha rappresentato una fase qualunque della nostra comunità educativa; è stato un periodo di cambiamento normativo e pedagogico. Lo Stato ha cercato, in modo simultaneo, di limitare l’iperconnessione e di regolamentare l’innovazione. L’introduzione del divieto dei dispositivi personali in classe, insieme ai progetti pilota sull’Intelligenza Artificiale assistiva, ha generato un nuovo paradigma. I recenti decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri hanno ridefinito il panorama dell’IA anche nel settore scolastico, mettendo il corpo docente di fronte a sfide inedite.
Nel tentativo di comprendere questa transizione complessa, abbiamo raccolto le esperienze e le riflessioni di chi vive quotidianamente l’ambiente scolastico. È emerso un corpo docente riflessivo, impegnato a bilanciare l’attenzione cognitiva degli studenti con la necessità di prepararli a un futuro automatizzato, senza cadere in una sterile dicotomia tra tecnofobi e tecnofili.
