Insegnanti riflettono sull’anno passato: a settembre temono sfide ancora più grandi. (pagina 2)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
La questione dello “shock normativo”
Una delle tematiche più discusse riguarda l’efficacia dell'”shock normativo” legato al divieto sui dispositivi mobili. Gli insegnanti di area umanistica hanno descritto i primi mesi di scuola come un autentico campo di battaglia per guadagnare l’attenzione degli studenti. L’assenza del telefono ha inizialmente generato ansia tra i ragazzi, evidenziando un atteggiamento di malessere che si manifestava nei primi minuti di lezione. Tuttavia, superato il disorientamento iniziale, a partire da gennaio la qualità dell’attenzione in aula ha subito un cambiamento radicale. Il silenzio, un tempo sinonimo di distrazione, è diventato uno spazio di ascolto e interazione.
Se la regolamentazione dello smartphone ha portato a un miglioramento nell’insegnamento tradizionale, la vera sfida culturale si è sviluppata intorno all’Intelligenza Artificiale. Le sperimentazioni ministeriali, sostenute da fondi PNRR, hanno costretto i docenti a ripensare metodi e valutazioni. La paura di una delega totale a strumenti algoritmici ha generato incertezze professionali. Molti educatori, però, hanno scelto di integrare l’IA nella didattica, invitando gli alunni a generare testi con software per poi analizzarli criticamente.