Jimbu: l’erba salvatrice dei leopardi delle nevi e dell’iconico piatto nepalese.
Ma il cammino non è privo di ostacoli. La logistica per il trasporto di materiali necessari alla coltivazione è complessa, dato che le villaggi si trovano a un’altitudine di 4.000 metri e sono raggiungibili solo a piedi. Inoltre, la creazione di una catena di distribuzione sostenibile rimane una delle sfide maggiori. Recenti studi sulla domanda di jimbu hanno rivelato che esiste un mercato urbano, come a Kathmandu, dove il jimbu biologico può essere venduto a prezzi significativamente più elevati.
Un altro aspetto da considerare è l’importanza di valorizzare il jimbu attraverso branding e packaging adeguati al fine di ottenere un prezzo equo. La domanda per questo ingrediente aromatico è in crescita, soprattutto nei ristoranti che promuovono il piatto tradizionale Thakali dal bhat.
La tradizione che si evolve
La storia del jimbu è strettamente legata alla cultura e alla tradizione del popolo nepalese. Binti Gurung, antropologa alimentare, ha condotto ricerche approfondite sul cibo locale e ha osservato che il coinvolgimento delle donne nel settore agricolo è cruciale per il successo delle colture. Infatti, molte donne precedentemente raccoglievano il jimbu da terre remote, vendendolo a mediatori a prezzi molto bassi.
La necessità di proteggere le conoscenze tradizionali e di coinvolgere le comunità locali nello sviluppo del mercato è fondamentale. Le etichette Indigene possono garantire maggiore visibilità e ritorno economico per i produttori, contribuendo a una conservazione sostenibile dell’ambiente in cui vivono.
