Le foreste continueranno a bruciare senza un serio intervento per il cambiamento climatico.

Le foreste continueranno a bruciare senza un serio intervento per il cambiamento climatico.

Un’analisi del 2025 ha rivelato che, sebbene ci sia stata una diminuzione rispetto al 2024, ben 11 milioni di ettari di foresta, un’area equivalente a quella del Guatemala, sono andati in fumo. Rhett Butler, fondatore e CEO di Mongabay, ha pubblicato un’analisi sulla flessione nel 2025, mettendo in guardia i lettori dal considerare questo calo come una vera e propria pausa. I fattori scatenanti, come l’agricoltura intensiva e il cambiamento climatico, continuano a rappresentare una grave minaccia per le foreste. Goldman concorda con questa valutazione.

In assenza di un’azione globale seria per combattere la situazione, Goldman sottolinea che ci sono misure locali che i governi possono adottare per mitigare il rischio di incendi. “Ci sono modi per gestire sostenibilmente una foresta, come la diradazione e i bruciamenti controllati, che non richiedono il disboscamento totale, mantenendo l’ecosistema sano e gestendo il carico di combustibile.”

Gestione sostenibile e diritti indigeni

Goldman evidenzia inoltre la necessità di rafforzare i diritti e le risorse delle comunità indigene. Un punto già affrontato in una conversazione precedente con Erica Gies, che ha riportato il lavoro della scienziata forestale Suzanne Simard. “I risultati mostrano che il mantenimento del 60% della copertura forestale preserva una notevole complessità nell’ecosistema forestale,” illustra Gies.

Nonostante la gravità della situazione, ci sono segnali di speranza, come le iniziative canadesi per prepararsi alle minacce future degli incendi forestali. Goldman cita l’importanza del monitoraggio e della risposta alle emergenze, che possono rivelarsi fondamentali per contenere i danni.


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