Malattia della pioggia: l’aumento dei casi in Europa e le nuove sfide del contagio.
Dermatofilosi: la “malattia della pioggia” preoccupa l’Europa
Qual è la dermatofilosi e come si trasmette
La dermatofilosi, conosciuta anche come la “malattia della pioggia”, è un’infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, originariamente riscontrato nei bovini ma in aumento anche tra altri animali domestici e selvatici. Recentemente, l’Europa ha registrato un aumento dei casi di dermatofilosi, con focolai segnalati in Paesi come Francia, Germania, Spagna, Svezia e Norvegia. L’evoluzione osservata per questa patologia ha portato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) a ipotizzare la possibilità di una trasmissione da uomo a uomo, soprattutto attraverso stretti contatti fisici e, in alcuni casi, anche tramite superfici o oggetti contaminati.
La situazione attuale e i sintomi principali
Attualmente, in Europa sono stati segnalati 123 casi di infezione in 10 Paesi diversi. I sintomi della dermatofilosi negli esseri umani includono lesioni cutanee come papule, pustole, croste, desquamazioni e prurito, spesso localizzate in varie parti del corpo. La malattia viene spesso associata al contatto diretto con animali infetti o con materiale contaminato, ma negli ultimi tempi si è evidenziata la possibilità di trasmissione da persona a persona tramite contatto pelle a pelle, inclusi i rapporti sessuali. Nonostante la preoccupazione per l’incremento dei casi, è importante sottolineare che la malattia risulta generalmente lieve e risponde bene alla terapia antibiotica.
La diffusione della dermatofilosi in contesti come saune, ambienti caldo-umidi e tra praticanti di sport di contatto ha sollevato la necessità di precauzioni aggiuntive per ridurre il rischio di contagio. Coloro che possono trovarsi maggiormente a rischio includono gli allevatori, i veterinari, gli addetti agli allevamenti e chiunque abbia frequenti contatti cutanei ravvicinati con diverse persone. La prevenzione consiste nel evitare il contatto con lesioni sospette, non condividere oggetti personali con persone infette, curare l’igiene personale e proteggere eventuali ferite o abrasioni.
Ricordiamo che la trasmissione interumana di Dermatophilus congolensis è un fenomeno emergente che richiede sorveglianza, ma attualmente il rischio per la popolazione generale viene considerato molto basso. È consigliabile consultare un medico in presenza di lesioni cutanee insolite dopo un’esposizione a potenziale rischio e seguire le indicazioni per una corretta diagnosi e terapia. La comunità scientifica sta monitorando da vicino la situazione per comprendere meglio le dinamiche di trasmissione e garantire interventi appropriati.
Ultimo aggiornamento: sabato 29 agosto 2026, 13:06
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Fonte: Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)
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