Michelle Comi: Codacons denuncia e esposto alla Finanza per irregolarità segnalate
Durante il servizio condotto da Gaston Zama per Le Iene, sono emersi diversi dettagli problematici: Michelle Comi sarebbe stata a conoscenza del vandalismo premeditato ai danni della sua auto – un gesto attribuito a una vendetta simbolica dei meridionali offesi dalle sue affermazioni – ma non lo aveva osteggiato. Inoltre, è stato scoperto che non esiste alcuna associazione ufficiale che garantisca o faccia da intermediaria per l’adozione a distanza, e che i soldi inviati al bambino sarebbero stati solo 200-300 euro, accompagnati da prodotti di marca utilizzati per creare contenuti social.
L’inchiesta è proseguita con l’invio di personale nel villaggio di Momo in Senegal, da cui è emerso che i regali di lusso mostrati nei video sarebbero serviti solo per le riprese e sarebbero poi stati riportati in Italia, smascherando così una possibile costruzione artificiosa volta ad aumentare la visibilità e il profitto sui social network. Michelle Comi aveva anche tentato di bloccare la messa in onda del servizio con una diffida, senza riuscirci.
Il presidente del Codacons, avvocato Carlo Rienzi, ha così commentato la vicenda: “Abbiamo richiesto alla Guardia di Finanza di effettuare accertamenti economico-finanziari sul patrimonio dell’influencer e sui flussi monetari legati alla sua attività, per verificare la realtà delle iniziative solidali proclamate online, che se risultassero false potrebbero costituire un serio inganno ai danni degli utenti”.
Il figlio di Carlo Rienzi, avvocato Vincenzo Rienzi, ha aggiunto: “Il nostro obiettivo non è accusare a priori, ma chiedere che si facciano le dovute verifiche sulle condotte segnalate. Per questo abbiamo richiesto un’indagine specifica anche sulla società unipersonale legata a Michelle Comi”.
