OpenAI potrebbe avviare azioni legali contro Apple dopo altre frizioni tra partner.
Non è però la prima volta che un partner di Apple si è pentito di aver collaborato con la società. La storia recente offre numerosi esempi. Il caso più noto è quello di Google Maps, una delle funzionalità di punta del primo iPhone. La sua rimozione nel 2012, sostituita dal prodotto Apple Maps, ha dato vita a uno dei più grandi fiaschi tecnologici del decennio, costringendo il CEO Tim Cook a rilasciare un raro scuse pubbliche. Le tensioni tra le due aziende erano già cresciute negli anni precedenti, in parte a causa del lancio di Android nel 2008; la rivalità è aumentata ulteriormente dopo che l’allora CEO di Google Eric Schmidt si era dimesso dal consiglio di amministrazione di Apple.
Anche Adobe ha subito delle conseguenze. Steve Jobs si era opposto al supporto di Flash su iPhone e iPad, pubblicando una lettera aperta nel 2010 che sostanzialmente ha segnato la fine per la tecnologia Flash su mobile.
A questi casi si aggiunge Spotify, che ha speso anni a sostenere che Apple utilizzava la sua posizione di controllo su App Store per svantaggiare i servizi di streaming musicale concorrenti dopo il lancio di Apple Music nel 2015. L’Unione Europea ha dato ragione a Spotify, multando Apple per circa 1,8 miliardi di euro nel marzo 2024.
