Plastic Overshoot Day, dal 6 settembre la plastica ha superato la capacità del Pianeta di gestirla

Plastic Overshoot Day, dal 6 settembre la plastica ha superato la capacità del Pianeta di gestirla

L’Italia presenta una situazione migliore rispetto alla media mondiale, ma è ancora distante dalle performance dei Paesi europei più virtuosi. Nel nostro Paese il Plastic Overshoot Day cade il 5 novembre.

Gli italiani producono in media circa 61 chilogrammi di rifiuti plastici pro capite ogni anno. L’Italia rientra quindi nella categoria degli Overloaders, i Paesi caratterizzati da elevati volumi di rifiuti plastici.

Per ridurre la quantità di plastica che sfugge ai sistemi di gestione, il WWF indica come priorità la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, insieme al riutilizzo e a un riciclo realmente efficace. Non basta, dunque, migliorare la raccolta: occorre intervenire anche sulle quantità di plastica che vengono immesse sul mercato.

Microplastiche e salute umana

La crisi della plastica non riguarda soltanto mari, fiumi e biodiversità. Cresce infatti anche l’attenzione della comunità scientifica per le possibili conseguenze sulla salute umana.

Negli ultimi anni sono state rilevate microplastiche e nanoplastiche in diversi organi e tessuti umani, compresi cervello, placenta, sistema cardiovascolare e apparato riproduttivo. Gli effetti a lungo termine sull’organismo sono ancora oggetto di studio, ma la crescente presenza di queste particelle rappresenta un motivo di preoccupazione.

A questo si aggiunge il problema delle numerose sostanze chimiche utilizzate nella produzione e nella trasformazione della plastica, alcune delle quali possono avere effetti nocivi sulla salute.

Il caso dei PFAS negli imballaggi alimentari

Tra le sostanze al centro dell’attenzione ci sono anche i PFAS, composti per- e polifluoroalchilici utilizzati in numerosi prodotti e applicazioni industriali.

Secondo il WWF, dal 12 agosto 2026 è in vigore nell’Unione europea il divieto di immettere sul mercato imballaggi alimentari contenenti PFAS oltre i nuovi limiti stabiliti dal regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il cosiddetto PPWR.

WWF: serve una rivoluzione nei modelli produttivi

Per il WWF il Plastic Overshoot Day rappresenta un ulteriore segnale della pressione crescente esercitata dalle attività umane sui sistemi naturali. Per invertire la tendenza, secondo l’organizzazione, è necessario intervenire sull’intero ciclo di vita della plastica.

«Invertire questa tendenza richiede un cambiamento profondo nelle strategie e nei modelli produttivi. È necessario ridurre la produzione di plastica vergine, eliminare progressivamente le sostanze chimiche più pericolose, progettare prodotti per essere riutilizzati e realmente riciclati e rafforzare la responsabilità dei produttori lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti», dichiara Giorgio Bagordo, Plastic Senior Expert del WWF Italia.

Un ruolo importante spetta anche alle città, dove si concentrano popolazione, consumi e produzione di rifiuti. Investire nella prevenzione, nel riuso, nella raccolta differenziata di qualità e in infrastrutture adeguate significa ridurre il rischio che la plastica finisca nei fiumi e nei mari.

L’appello per un trattato globale sulla plastica


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