Pressione alta, i segnali inattesi che indicano la patologia da non ignorare
Esistono due tipi di ipertensione, classificati in base alla gravità:
- Stadio 1: pressione sistolica tra 130 e 139 mm Hg o diastolica tra 80 e 89 mm Hg
- Stadio 2: pressione sistolica superiore a 140 mm Hg o diastolica superiore a 90 mm Hg
I fattori di rischio comprendono età, ereditarietà, etnia (più comune negli afro-americani), consumo eccessivo di alcol, dieta ricca di sodio e uso di contraccettivi orali nelle donne.
È fondamentale consultare il medico se la pressione rimane alta nonostante terapie o cambiamenti nello stile di vita, oppure in caso di crisi ipertensive, due condizioni gravi che richiedono attenzione immediata:
- Crisi ipertensiva d’emergenza: pressione ≥ 180/120 mm Hg con danno agli organi, necessità di chiamare subito il pronto soccorso.
- Crisi ipertensiva d’urgenza: pressione ≥ 180/120 mm Hg senza danni evidenti, richiede contatto con il medico per eventuale modifica della terapia.
La misurazione della pressione sanguigna avviene tramite sfigmomanometro, strumento che può essere manuale o elettronico. Il controllo è rapido e privo di dolore.
Se la pressione è superiore a 140/90 mm Hg, dopo una seconda misurazione a distanza di qualche minuto e un controllo a domicilio, il medico potrà valutare ulteriori esami come analisi del sangue, urine o elettrocardiogramma per verificare la presenza di danni o altre patologie correlate.
