Professore che augurò la morte alla figlia della premier Meloni è deceduto.
Nei giorni successivi, Addeo rilasciò un’intervista all’Ansa, spiegando le ragioni del suo gesto. “Non ho retto all’accanimento mediatico”, dichiarò. Ammise che il suo gesto era avvenuto in un momento di grande pressione e stress, aggiungendo che il suo post era stato un “errore”. “Mi hanno linciato”, disse, chiedendo pubblicamente scusa per il contenuto delle sue parole.
Addeo, in seguito, rivelò di aver chiesto aiuto all’intelligenza artificiale per redigere il suo post, sottolineando come fosse stato puramente impulsivo e superficiale. Nonostante le sue scuse, mantenne ferme le sue posizioni politiche, esprimendo il desiderio di scusarsi di persona con Giorgia Meloni.
La sospensione e le polemiche successive
La vicenda non si concluse con il tentativo di suicidio. Addeo fu sospeso dal servizio scolastico a causa di provvedimenti disciplinari legati a chat private ritenute inappropriate con una studentessa, in cui esprimeva minacce vaghe relative al suo rientro. Il suo avvocato sostenne che la maggior parte delle accusa era infondata e che le sue condotte risalivano a un periodo precedente al post scontroso.
“Le chat sono state estrapolate da un contesto più ampio e non rappresentavano il mio assistito”, affermò l’avvocato. Nonostante ciò, Addeo ricevette ulteriori otto mesi di sospensione, provvedimento che hanno contestato legalmente.
