Ricordi nostalgici degli esami scolastici: erano segno di serietà o solo tradizione?
Le trasformazioni degli esami di Stato
Nel gennaio del 1969, in un periodo di forte contestazione studentesca, il governo italiano abolì l’esame di V ginnasio, un passo che segnò un ulteriore allentamento delle pressioni sugli studenti. Anche gli esami di riparazione a settembre, che hanno messo a dura prova molti alunni, vennero eliminati nel 1995 grazie a una legge proposta dal ministro D’Onofrio, sostituiti da un sistema di debiti formativi molto meno gravoso.
Il lungo percorso di abolizione degli esami continuò anche per quanto riguarda la quinta elementare, esame che rimase in vigore fino all’entrata in vigore della legge Moratti nel 2004/2005. Per rimuoverlo, il legislatore optò per una strategia indiretta, ridefinendo il ciclo educativo da un punto di vista normativo. Si stabilì che il periodo dalla prima primaria alla terza secondaria di primo grado fosse considerato come un ciclo unico, permettendo così di eliminare il colloquio alla fine della quinta elementare e rimandando l’esame finale a quello del terzo anno della secondaria di primo grado.
