Rischi della chirurgia cerebrale: scopri i 5 principali tipi e le loro pericoli

Rischi della chirurgia cerebrale: scopri i 5 principali tipi e le loro pericoli

Le tipologie di chirurgia cerebrale variano enormemente in base alla patologia da affrontare. Ecco alcune delle più comuni:


  • Craniotomia: Questa procedura prevede un’incisione nel cuoio capelluto e la creazione di un’apertura chiamata “bone flap” nel cranio. Gli neurochirurghi eseguono una craniotomia per rimuovere tumori, drenare fluidi o sangue, e per altre necessità mediche. In alcuni casi, il foro può essere lasciato aperto per permettere al cervello gonfio di espandersi.



  • Biopsia: Consiste nell’asportare un piccolo campione di tessuto cerebrale, prelevato attraverso una piccola incisione, per analizzarlo microscopicamente. Questa procedura è fondamentale per diagnosticare malattie cerebrali.



  • Chirurgia endonasale endoscopica minimamente invasiva: Questa particolare tecnica consente di rimuovere tumori o lesioni attraverso il naso e i seni paranasali senza incisioni esterne. È comunemente utilizzata per tumori alla base del cranio, come quelli della ghiandola pituitaria.



  • Neuroendoscopia minimamente invasiva: Simile alla chirurgia endonasale, ma in questo caso si utilizzano endoscopi (strumenti dotati di telecamera) per rimuovere tumori cerebrali. Il neurochirurgo crea piccole aperture nel cranio attraverso le quali inserisce l’endoscopio e gli strumenti chirurgici.



  • Stimolazione cerebrale profonda: In questo intervento, il neurochirurgo pratica un piccolo foro nel cranio per inserire un elettrodo in zone profonde del cervello. Questo elettrodo è collegato a una batteria posizionata nel torace, similmente a un pacemaker. Gli impulsi elettrici emessi aiutano a trattare sintomi di disturbi cerebrali come il morbo di Parkinson.

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