Rischi di trombosi e contraccettivi orali: cosa sapere su pillola e coaguli
Prima di iniziare una terapia con pillole anticoncezionali, è importante consultare il medico, soprattutto se si hanno condizioni o precedenti che aumentano il rischio di trombosi. Alcuni fattori di rischio rilevanti includono:
- Fumo di sigaretta
- Obesità
- Disordini genetici della coagulazione, come la mutazione del Fattore V Leiden
- Precedenti episodi di trombosi
- Storia familiare di coaguli di sangue
- Età superiore ai 40 anni
Inoltre, altre patologie mediche come il cancro, l’immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici recenti e alcune malattie croniche possono aumentare ulteriormente il rischio di sviluppare coaguli.
Quali metodi contraccettivi presentano un minor rischio di trombosi?
Esistono diverse alternative alle pillole anticoncezionali combinati (che contengono estrogeni e progestinici) che riducono il rischio di coaguli, tra cui:
- Implant di etonogestrel (es. Nexplanon)
- Dispositivi intrauterini (IUD) come Paragard, Mirena, Skyla e Liletta
- Iniezioni contraccettive a base di medrossiprogesterone acetato (Depo-Provera)
- Pillole progestiniche (solo progestinico)
- Metodi barriera: preservativi e diaframmi
L’anticoncezionale di emergenza, come Plan B o la “pillola del giorno dopo”, non contiene estrogeni e non aumenta il rischio di trombosi o TVP. È importante sottolineare che il cerotto e l’anello vaginale comportano un rischio superiore di coaguli rispetto a molte pillole anticoncezionali orali.
Guida visiva alla trombosi venosa profonda (TVP)
