Allergie di settembre, perché starnuti e occhi che prudono non sono ancora finiti: le piante da tenere d’occhio

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

Allergie di settembre, perché starnuti e occhi che prudono non sono ancora finiti: le piante da tenere d’occhio

Ambrosia, artemisia e parietaria: anche a settembre l’aria può essere piena di pollini

Per molti settembre significa fine dell’estate, giornate più fresche e il ritorno alla normalità dopo le vacanze. Per chi soffre di allergie, però, l’arrivo dell’autunno non coincide necessariamente con la fine dei fastidi. Starnuti, naso chiuso, occhi che prudono e lacrimazione possono continuare anche nelle prime settimane di settembre, perché diverse piante rilasciano ancora nell’aria quantità significative di polline.

Le allergie respiratorie, infatti, non riguardano soltanto la primavera. Il calendario delle fioriture cambia a seconda delle specie, del clima e della zona geografica. Temperature elevate, giornate asciutte e vento possono favorire la presenza e la dispersione dei pollini, mentre in città possono contribuire al problema anche i terreni incolti, i bordi delle strade e le aree verdi dove crescono spontaneamente alcune piante.

Tra le più temute in questo periodo c’è l’ambrosia, una pianta infestante appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Cresce facilmente nei terreni abbandonati, lungo le strade e nelle aree agricole e il suo periodo di fioritura interessa soprattutto la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Il suo polline è molto leggero e può essere trasportato dal vento. Nelle persone sensibilizzate può provocare una vera e propria esplosione di sintomi: starnuti ripetuti, naso che cola o completamente ostruito, prurito e irritazione agli occhi. Nei soggetti più sensibili possono comparire anche disturbi a carico delle basse vie respiratorie.

Un’altra pianta da non sottovalutare è l’artemisia, anch’essa appartenente alle Asteraceae. Si trova facilmente in terreni non coltivati, lungo i bordi delle strade e in alcune aree urbane. La sua presenza può sovrapporsi a quella dell’ambrosia, rendendo difficile capire, senza un’adeguata valutazione, quale sia esattamente la causa dei sintomi.

Parietaria e graminacee: quando l’allergia continua anche dopo l’estate

Tra le piante particolarmente importanti nel nostro Paese c’è poi la parietaria, molto diffusa soprattutto nelle zone dal clima mediterraneo. È quella pianta che spesso si incontra vicino a muri, ruderi, marciapiedi e terreni incolti. A renderla particolarmente fastidiosa per chi è allergico è la durata della sua stagione pollinica, che può proseguire ben oltre la primavera.

In alcune zone, infatti, la produzione di polline può continuare durante l’estate e arrivare anche a settembre, soprattutto quando le temperature rimangono elevate. Per questo una persona che ogni anno, nello stesso periodo, accusa naso chiuso, starnuti e occhi irritati potrebbe trovarsi ancora alle prese con una sensibilità alla parietaria.

Anche le graminacee, generalmente associate ai mesi primaverili, possono avere una coda stagionale. La famiglia comprende moltissime specie e non tutte fioriscono nello stesso momento. In determinate condizioni climatiche alcune possono continuare a contribuire alla presenza di pollini nell’aria anche alla fine dell’estate.

Ma come capire se i disturbi dipendono davvero dai pollini? Un primo indizio è proprio la ricorrenza stagionale. Se ogni anno i sintomi compaiono o peggiorano nello stesso periodo, è possibile che ci sia un legame con una particolare stagione pollinica. I calendari dei pollini della propria zona possono essere utili per confrontare la comparsa dei sintomi con la presenza delle diverse specie vegetali.

Anche alcune semplici abitudini possono aiutare a ridurre l’esposizione. Nei giorni caratterizzati da elevate concentrazioni di polline può essere utile limitare, quando possibile, la permanenza prolungata in luoghi ricchi di vegetazione. Al rientro a casa, cambiare gli abiti e lavare viso e capelli permette inoltre di eliminare parte dei pollini che si sono depositati.

Attenzione anche alla casa: arieggiare gli ambienti nei momenti più favorevoli e mantenere una buona pulizia può contribuire a limitare l’accumulo degli allergeni.

Se però starnuti, congestione nasale, congiuntivite o difficoltà respiratorie diventano frequenti o particolarmente intensi, è importante non affidarsi soltanto ai rimedi fai-da-te. Una valutazione medica e, quando indicato, una visita allergologica possono aiutare a individuare con maggiore precisione l’allergene responsabile e a scegliere il trattamento più adatto.

Per chi soffre di allergie, dunque, settembre non è necessariamente il mese della tregua. L’estate può essere finita sul calendario, ma nell’aria possono esserci ancora molti pollini pronti a ricordarci che la stagione delle allergie non segue sempre le stagioni che vediamo sul calendario.

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