Tumori: alimenti a fini medici speciali fondamentali nella terapia dei pazienti oncologici.
Nutrizione Clinica e Oncologia: Un Riconoscimento Necessario
Roma (ITALPRESS) – Le nuove evidenze scientifiche e le analisi economiche sottolineano sempre più l’importanza della nutrizione clinica nel trattamento dei pazienti oncologici. Secondo uno studio in fase di pubblicazione intitolato “Stima del valore economico degli alimenti a fini medici speciali (AFMS) nella gestione dei pazienti oncologici in Italia”, l’uso di supplementi nutrizionali orali per i pazienti oncologici malnutriti potrebbe richiedere un investimento di circa 50 milioni di euro all’anno. Questo investimento si tradurrebbe in costi evitati per circa 95 milioni di euro. Si evidenzia quindi che la nutrizione non è un supporto secondario, ma deve essere considerata parte integrante del percorso terapeutico. Essa rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la tolleranza ai trattamenti, prevenire complicazioni, e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Durante una recente conferenza stampa tenutasi nella Sala Nassirya del Senato, promossa dalla Senatrice Elena Murelli, è emerso chiaramente che la malnutrizione è una condizione frequentemente trascurata tra i pazienti oncologici. Più del 50% di questi pazienti presenta già alterazioni dello stato nutrizionale al primo appuntamento oncologico. La malnutrizione può manifestarsi fin dalla diagnosi o svilupparsi durante il trattamento, a causa della malattia e degli effetti collaterali delle terapie. I tumori del distretto testa-collo, esofago, stomaco, pancreas, fegato e polmone sono tra i più colpiti.
Malnutrizione e Impatto Economico
Non affrontare tempestivamente la malnutrizione può pregiudicare la risposta ai trattamenti e aumentare il rischio di complicazioni, prolungare i ricoveri e ridurre la qualità di vita. Le stime indicano che il costo economico della malnutrizione nei pazienti oncologici ammonta tra 2,5 e 10 miliardi di euro l’anno per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Maurizio Muscaritoli, Presidente della Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo, riporta che la perdita di peso involontaria, la riduzione dell’apporto alimentare e la perdita di massa muscolare sono fattori predittivi di prognosi negativa.
Lo studio presentato al Senato analizza anche la sostenibilità economica dell’utilizzo di supplementi nutrizionali orali in pazienti oncologici recentemente diagnosticati e malnutriti. Sebbene l’impiego di supplementi richieda un investimento annuo di circa 50 milioni di euro, i benefici economici derivanti dalla riduzione di eventi sanitari evitabili (come riospedalizzazioni) sono stimati intorno ai 95 milioni di euro, portando a un guadagno netto per il SSN di circa 45 milioni di euro all’anno.
Paolo Sciattella, CEIS-EEHTA, ha sottolineato l’importanza delle valutazioni economiche per supportare decisioni informate riguardo l’allocazione delle risorse nel settore sanitario. L’analisi demostra che fornire supplementi nutrizionali orali è una strategia clinicamente rilevante e sostenibile.
Sfortunatamente, l’accesso agli AFMS non è uniforme in tutto il territorio nazionale. Attualmente, la disponibilità gratuita di questi prodotti dipende da decisioni regionali e dalle strutture delle singole ASL. Questa incertezza crea disuguaglianze nella possibilità di ricevere trattamenti appropriati, costringendo alcuni pazienti a pagare di tasca propria o affrontare lunghe procedure burocratiche.
Luca Cordaro, Presidente del Tavolo Nutrizione Medica dell’Unione Italiana Food, ha sottolineato che la nutrizione clinica in oncologia è fondamentale per migliorare la vita dei pazienti e deve essere integrata nel percorso di cura. Investire adeguatamente in nutrizione può aiutare a evitare complicazioni e ridurre i costi per il SSN.
Francesco De Lorenzo, Past President della Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), ha anche messo in evidenza che la malnutrizione rappresenta un grave problema clinico e socio-economico che porta a prolungamenti delle degenze e frequenti ricoveri, colpendo gravemente la qualità delle cure.
Nel corso della conferenza, sono stati presentati anche i punti di vista di vari esperti, tra cui Umberto Agrimi, Direttore del Dipartimento Sicurezza Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità. Agrimi ha insistito sull’importanza di garantire che l’uso degli AFMS avvenga secondo criteri appropriati e sotto controllo medico per garantire che rispondano alle esigenze nutrizionali dei pazienti. È cruciale che le istituzioni, i clinici, le associazioni di pazienti e il settore produttivo collaborino per garantire qualità e continuità nelle cure.
Le evidenze presentate sottolineano l’urgenza di un riconoscimento formale degli AFMS nei Livelli Essenziali di Assistenza, affinché tutti i pazienti possano accedere a questi vitale strumenti senza discriminazioni regionali. Gli interventi in questo ambito possono non solo migliorare la salute dei pazienti, ma anche contribuire significativamente alla sostenibilità del nostro sistema sanitario, riducendo i costi complessivi e migliorando l’efficacia terapeutica.
Per ulteriori informazioni, si possono consultare le risorse ufficiali come quelle offerte dal Ministero della Salute e dalla Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo.
(ITALPRESS)
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