Violenza psicologica: come riconoscerla e come chiedere aiuto (pagina 3)

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna

Violenza psicologica: come riconoscerla e come chiedere aiuto (pagina 3)

Una delle caratteristiche principali della violenza psicologica è la sua gradualità. Non si presenta quasi mai in modo evidente, ma si costruisce nel tempo attraverso piccoli episodi che isolati possono sembrare insignificanti.

Inoltre, il legame emotivo con la persona che esercita il controllo può creare confusione, alternando momenti di affetto a situazioni di forte disagio. Questo schema rende complesso interrompere la relazione o prendere consapevolezza della situazione.

Come chiedere aiuto

Riconoscere di essere coinvolti in una situazione di violenza psicologica è un passo importante, ma non sempre facile. Chiedere aiuto è fondamentale e può avvenire attraverso diversi canali.

È possibile rivolgersi a persone di fiducia come amici, familiari o colleghi, oppure contattare professionisti della salute mentale come psicologi e centri specializzati.

In Italia esistono anche servizi di supporto dedicati, come il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24, che offre ascolto gratuito e anonimo.

In molti casi, il primo passo non è risolvere subito la situazione, ma rompere l’isolamento e dare un nome a ciò che si sta vivendo.

Ricostruire la propria autonomia

Uscire da una situazione di violenza psicologica richiede tempo e supporto. Il recupero passa attraverso la ricostruzione dell’autostima, il ripristino di relazioni sane e, quando necessario, un percorso terapeutico.

Ogni situazione è diversa, ma la consapevolezza resta il punto di partenza fondamentale: riconoscere che un comportamento è dannoso è già un primo passo verso il cambiamento.

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