Vitamine essenziali e attività fisica per prevenire l’infarto: guida completa

Vitamine essenziali e attività fisica per prevenire l’infarto: guida completa

Il livello di folati nel sangue è uno dei principali fattori che influenza i valori di omocisteina. In particolare:

  • I livelli bassi di folati sono spesso riscontrati in persone che non assumono multivitaminici, mentre sono rari in chi li assume regolarmente.
  • L’assunzione di integratori di acido folico o di alimenti fortificati con folati aumenta la concentrazione di folato nel sangue e riduce quella dell’omocisteina.
  • Uno studio su larga scala condotto su donne ha evidenziato che coloro che consumavano quantità elevate di acido folico, solitamente tramite multivitaminici, avevano un rischio minore di incorrere in infarti rispetto a chi ne assumeva meno.

Nonostante le evidenze suggeriscano che integrazioni con acido folico e vitamine B possano aiutare nella prevenzione dell’aterosclerosi e degli infarti, non sono ancora disponibili prove definitive da studi clinici controllati. In particolare, non esistono ricerche chiare che dimostrino che abbassare i livelli di omocisteina riduca realmente il rischio di infarto.

Non è attualmente raccomandato uno screening generalizzato per l’ipomocisteinemia e i dosaggi ottimali di B9, B12 e B6 per la prevenzione e il trattamento non sono ancora stabiliti con precisione. Un dosaggio quotidiano di acido folico tra 0,8 e 1 mg è considerato probabilmente sufficiente.

Il ruolo degli antiossidanti nella prevenzione dell’infarto

Gli antiossidanti sono integratori alimentari proposti per prevenire malattie cardiache e ictus. L’aterosclerosi si sviluppa anche tramite una modificazione ossidativa delle particelle di LDL (colesterolo “cattivo”), che interagiscono con le pareti delle arterie coronarie avviando la formazione della placca aterosclerotica.

In esperimenti su animali, gli antiossidanti in grado di prevenire questa modificazione ossidativa hanno rallentato la progressione dell’aterosclerosi. Tra gli antiossidanti più studiati vi sono la vitamina E e il beta-carotene. Studi osservazionali sull’uomo hanno associato un alto apporto di vitamina E con minori tassi di infarto.

Gli studi osservazionali, però, forniscono solo evidenze indirette. Gli studi clinici controllati hanno finora dato risultati contrastanti, probabilmente a causa di dosi basse di vitamina E, campioni limitati o durata breve dei trattamenti. Ad esempio, lo studio Heart Outcomes Prevention Evaluation (HOPE), che ha somministrato 400 UI di vitamina E al giorno per 5 anni in pazienti con fattori di rischio elevati, non ha mostrato alcuna differenza significativa nel rischio di infarto o ictus rispetto al placebo.

Guida Visiva alle Malattie Cardiache: Cause dell’Infarto

L’esercizio fisico e la riduzione del rischio di infarto


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *