Intelligenza artificiale nel pubblico: dipendenti chiedono formazione su rischi e responsabilità.
Recentemente, durante il convegno dedicato ai 20 anni della Flc-Cgil, tenutosi presso l’Università Roma Tre, ‘La Tecnica della Scuola’ ha avuto l’opportunità di intervistare Pietro Maioli, funzionario tecnico dell’Università La Sapienza di Roma. Maioli è tra i promotori di un’importante indagine nazionale riguardante l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto lavorativo.
L’indagine ha rivelato che “manca una pianificazione degli investimenti seri per far compiere un salto di qualità nel settore”, affermando l’importanza dell’educazione all’uso di questi strumenti non solo per migliorare le operazioni quotidiane, ma anche per garantire la tutela degli operatori che li utilizzano.
Maioli ha messo in evidenza un aspetto cruciale: “Non dimentichiamoci che la responsabilità individuale nell’utilizzo di questi strumenti ha ripercussioni significative anche sulla responsabilità civile”.
Scoperte dell’indagine sull’IA
In occasione del convegno per i vent’anni della Flc-Cgil, abbiamo discusso i risultati dell’indagine sull’IA realizzata dalla Sapienza. Cosa è emerso da questo studio?
Sì, l’indagine ha indagato il livello di utilizzo e le problematiche affrontate dal personale tecnico-amministrativo. È stata condotta a livello nazionale e ha ottenuto circa l’11% di risposte rispetto al campione. Un dato interessante è che l’uso delle tecnologie di intelligenza artificiale da parte del personale è fortemente influenzato dalle esperienze individuali, piuttosto che da investimenti strutturali in formazione. I risultati hanno mostrato che l’IA è in grado di ridurre significativamente i tempi di lavoro e migliorare la qualità dei documenti elaborati, ma ha anche rivelato un certo timore nell’utilizzo di queste tecnologie, dato che rimangono poco chiare le modalità d’uso e le tutele necessarie.
Quindi, l’uso dell’IA si basa prevalentemente su esperienze individuali e non su investimenti collettivi. È corretto affermare che il personale dovrebbe ricevere una formazione adeguata da parte dello Stato?
Formazione e responsabilità nell’uso dell’IA
Esattamente. Attualmente non esistono politiche governative adeguate per supportare la formazione e l’introduzione di strumenti appropriati. Sebbene siano stati previsti fondi in alcuni piani annuali e triennali, la mancanza di una pianificazione seria per gli investimenti impedisce un progresso significativo. Il sindacato considera fondamentale affrontare queste criticità attraverso un impegno finanziario deciso, che includa anche un rinnovo delle relazioni sindacali a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello.
È chiaro che l’IA influisce non solo sulle operazioni quotidiane, ma anche sulla dimensione personale e organizzativa. Pertanto, è imprescindibile portare queste tematiche nel dibattito contrattuale.
Parlando di istruzione, attualmente si discute di come implementare la formazione sull’IA per il personale scolastico. Le proposte includono la formazione durante le ore di servizio o in orari extra, retribuiti. Sarebbe una scelta strategica per il settore?
Crediamo che, per l’ambiente universitario, la formazione debba necessariamente avvenire durante l’orario di lavoro, possibilmente attraverso modalità asincrone, utilizzando piattaforme di e-learning. Questo metodo consente di conciliare le esigenze lavorative con le opportunità formative. Il punto fondamentale rimane la necessità di pianificare investimenti seri per garantire non solo una crescita tecnologica, ma anche una tutela adeguata del personale. È cruciale educare gli operatori sull’uso dell’IA, considerando anche le responsabilità individuali che emergono, in particolare quando i documenti generati dall’intelligenza artificiale vengono utilizzati all’esterno.
È evidente che le sfide associate all’implementazione dell’IA sono molteplici e richiedono un approccio multidimensionale che includa la formazione, la responsabilità e una visione a lungo termine per il settore pubblico e privato. Le scelte che faremo oggi influenzeranno i futuri modelli lavorativi e l’adeguatezza della forza lavoro nel prossimo futuro.
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