Electrolux: è fondamentale proteggere i lavoratori e gli impianti.

Electrolux: è fondamentale proteggere i lavoratori e gli impianti.

Electrolux: è fondamentale proteggere i lavoratori e gli impianti.

Il ministro Adolfo Urso definisce “inaccettabile” l’annuncio di Electrolux riguardo a 1.700 esuberi negli stabilimenti italiani, convocando un tavolo con azienda, sindacati e Regioni per il 25 maggio. Urso sottolinea la necessità di proteggere i lavoratori e le industrie, affrontando la crisi dell’azienda, che fatica contro la concorrenza cinese e ha subito chiusure all’estero. Lo Stato sta utilizzando strumenti come il golden power e il decreto Anti-delocalizzazione per affrontare situazioni simili, mentre attualmente si valutano tre offerte per salvaguardare gli asset dell’azienda e garantire il futuro dei dipendenti.

Urso: La situazione di Electrolux è inaccettabile

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro Adolfo Urso ha definito “inaccettabile” la notizia dell’annuncio di Electrolux riguardo a 1.700 esuberi nei suoi stabilimenti in Italia, un drastico ridimensionamento della produzione nel Paese. In un’intervista a Il Gazzettino, Urso ha accolto la situazione con fermezza e ha convocato un incontro a Palazzo Piacentini per il 25 maggio, invitando l’azienda, i sindacati e le Regioni a partecipare. Ha ribadito l’importanza della tutela dei lavoratori e della salvaguardia dei siti industriali.

L’azienda, ha spiegato il ministro, è in difficoltà da anni e non riesce a competere con la concorrenza cinese. Oltre alla chiusura della fabbrica in Ungheria, Electrolux ha ceduto il suo stabilimento negli Stati Uniti al gruppo cinese Midea. Urso ha sottolineato come sia fondamentale combattere la concorrenza sleale della Cina per proteggere le filiere industriali europee, in particolare nei settori degli elettrodomestici e dell’automotive.

Rispondendo alla domanda su cosa possa fare lo Stato, Urso ha evidenziato i due principali strumenti a disposizione. Innanzitutto, i poteri del golden power, già esercitati durante l’acquisizione di Whirlpool da parte di Beko. Questa misura, tuttavia, è applicabile solo in caso di acquisizioni aziendali o cambi significativi nella struttura azionaria. Inoltre, il decreto Asset del 2023 ha introdotto misure anti-delocalizzazione, ma la crisi di Electrolux non rientra in questa categoria.

Infine, il ministro ha commentato l’attuale fase della trattativa, evidenziando che su circa dieci manifestazioni d’interesse iniziali, tre si sono trasformate in offerte concrete. La valutazione finale delle proposte è ora in corso, e i prossimi giorni saranno cruciali. Il Ministero ha lavorato attivamente per garantire la salvaguardia di tutti gli asset dell’azienda, inclusi lavoratori, macchinari e immobili, in collaborazione con il fondo Ronal.

Urso: Proteggere i Lavoratori e le Aziende Italiane

ROMA (ITALPRESS) – “Inaccettabile”. Con queste parole il ministro Adolfo Urso ha commentato l’annuncio shock di Electrolux che prevede 1.700 esuberi nei cinque stabilimenti italiani, riducendo drasticamente la produzione nel nostro Paese. In seguito a tale comunicazione, il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per il 25 maggio un tavolo presso Palazzo Piacentini, coinvolgendo azienda, sindacati e Regioni, sottolineando l’importanza di tutelare i lavoratori e preservare ogni impianto industriale.

Electrolux, ha spiegato Urso, si trova in una situazione di crisi da anni, non riuscendo a fronteggiare la concorrenza cinese. L’azienda ha già chiuso uno stabilimento in Ungheria e ha ceduto le sue attività negli Stati Uniti al gruppo cinese Midea. Per questa ragione, il governo sta conducendo in Europa una battaglia per combattere la concorrenza sleale della Cina e difendere le filiere industriali strategiche, in particolare per i settori degli elettrodomestici e dell’automotive.

Interrogato su quali misure possa attuare lo Stato, Urso ha evidenziato due strumenti chiave in uso. Il primo è il golden power, che permette di intervenire in caso di acquisizioni significative. Un esempio è quello dell’acquisizione di Whirlpool da parte di Beko. La seconda misura è l’introduzione, con il decreto Asset del 2023, di uno strumento anti-delocalizzazione. Questo obbliga le grandi imprese a restituire gli incentivi pubblici ricevuti negli ultimi dieci anni se decidono di chiudere impianti in Italia per trasferire la produzione all’estero. Tuttavia, la crisi di Electrolux non rientra tra i casi trattabili con questo strumento.

Adesso siamo nella fase finale della gestione della crisi. Le dieci manifestazioni d’interesse iniziali hanno portato a tre offerte concrete, sia da parte di aziende italiane che straniere. Ci troviamo attualmente a valutare queste proposte, con l’imminente decisione che si rivelerà cruciale. In questa dinamica, il Ministero ha giocato un ruolo preponderante, collaborando con il fondo Ronal per garantire la salvaguardia e la valorizzazione di tutti gli asset dell’azienda, includendo lavoratori, macchinari e immobili.

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