Italia: con le rinnovabili risparmi 17 miliardi all’anno sulla spesa energetica.

Italia: con le rinnovabili risparmi 17 miliardi all’anno sulla spesa energetica.

Italia: con le rinnovabili risparmi 17 miliardi all’anno sulla spesa energetica.

Risparmi energetici e opportunità di lavoro: il potenziale delle rinnovabili in Italia

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha l’opportunità di risparmiare 17 miliardi di euro all’anno sulla spesa energetica e di creare oltre 60mila nuovi posti di lavoro, rimuovendo le attuali limitazioni che ostacolano lo sviluppo delle energie rinnovabili. Questo è quanto emerge dallo studio “Rinnovabili e competitività: scenari, impatti e priorità per l’Italia”, commissionato da oltre 50 aziende del settore energetico di origine spagnola, coordinato da Valerio Faccenda, Vicepresidente della Camera di Commercio di Spagna in Italia e Country Manager di Iberdrola Italia. Il report è stato presentato il 12 giugno presso Palazzo Montorio a Roma, con la partecipazione di figure chiave nel settore energetico, come il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e l’Ambasciatore di Spagna Miguel Fernández-Palacios.

Il documento mette in evidenza un legame cruciale tra le politiche climatiche e la competitività industriale. Attualmente, l’Italia importa circa il 73,9% del suo fabbisogno energetico (dati 2024), con il gas naturale che influisce sul prezzo dell’elettricità per il 63% delle ore di consumo. Nonostante un incremento significativo nella capacità installata delle fonti rinnovabili (da 1,7 GW nel 2019-2022 a una previsione di 7,2 GW nel 2025), il paese è ancora lontano dal raggiungere il target di 101,9 GW entro il 2030, con un divario di 29 GW rispetto alle stime del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

L’analisi condotta da TEHA Group, presentata da Lorenzo Tavazzi, suggerisce che colmare questo gap potrebbe portare a un risparmio di circa 9 miliardi di euro sui costi dell’energia elettrica all’ingrosso, oltre a riduzioni di 2 miliardi per le quote di emissione ETS e altrettanti per le minori importazioni di gas. Inoltre, il beneficio sociale legato alle minori emissioni di CO2 è stimato in 3 miliardi di euro, per un totale complessivo di 17 miliardi di euro all’anno. Le rinnovabili non solo aiuterebbero a contenere i costi, ma potrebbero diventare un investimento strategico, generando nuove opportunità di occupazione e crescita economica.


Investimenti e crescita: un’economia più sostenibile

Lo studio evidenzia che colmare il divario energetico potrebbe attivare quasi 42 miliardi di euro di PIL, derivanti da un aumento significativo degli investimenti in impianti fotovoltaici ed eolici, pari a 35,7 miliardi di euro, e a un valore aggiunto stimato in 5,9 miliardi di euro per il sistema-Paese. In un contesto di pluricrisi e di incertezze, la transizione energetica si configura non solo come una necessità ambientale, ma come una priorità industriale per il futuro del paese.

Per realizzare queste opportunità, è fondamentale rimuovere rapidamente le attuali limitazioni burocratiche, considerando che i tempi autorizzativi superano già oggi i limiti UE: 32 mesi per l’eolico e 12 mesi per il fotovoltaico. La previsione che le ore di congestione possano aumentare del 77% entro il 2030 senza adeguati interventi di rete e flessibilità non fa altro che confermare l’urgenza di un cambio di rotta. Lo studio di TEHA Group propone due azioni prioritarie: un meccanismo straordinario di fast-track per gli impianti di energia rinnovabile (FER) e lo sviluppo di una rete anticipatoria, con connessioni tempestive per i progetti già pronti a decollare.

Valerio Faccenda sottolinea l’importanza di favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e stakeholder per affrontare le sfide della transizione energetica. “Abbiamo commissionato questo studio per contribuire al dibattito mediante dati e analisi indipendenti, evidenziando le opportunità che questo percorso offre al Paese non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e industriale”, afferma Faccenda.

Aggiunge Aurelio Regina, Vicepresidente di Confindustria per l’Energia: “L’Italia continua a pagare l’energia più dei principali competitor europei. Ad esempio, nel maggio 2026, il prezzo medio dell’elettricità è stato di 119 €/MWh, un dato che si traduce in 67 €/MWh in più rispetto alla Francia, 65 €/MWh in più rispetto alla Spagna e 22 €/MWh in più rispetto alla Germania. Le rinnovabili consentono di produrre energia a costi molto inferiori rispetto ai prezzi di mercato”.

Attualmente, oltre 4.000 impianti di energia rinnovabile sono in attesa di autorizzazione. Il vero ostacolo da superare è l’accelerazione dell’implementazione di questi progetti, affrontando le complessità burocratiche che rallentano lo sviluppo energetico. In questo contesto, il contributo dei territori sarà fondamentale: la transizione energetica deve essere vista come una sfida collettiva, richiedendo collaborazione istituzionale e un impegno condiviso da parte di tutte le amministrazioni.

Fonti ufficiali: TEHA Group, Camera di Commercio di Spagna in Italia, Confindustria.

(ITALPRESS)

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