Docenti precari: estate di supplenze in attesa delle Gpsr, EU e Mef non danno tregua.

Docenti precari: estate di supplenze in attesa delle Gpsr, EU e Mef non danno tregua.

Docenti precari: estate di supplenze in attesa delle Gpsr, EU e Mef non danno tregua.

Se sei un insegnante precario, sai bene quanto la situazione lavorativa sia difficile in Italia. Nonostante i concorsi Pnrr abbiano permesso la stabilizzazione di molti docenti, il numero di posti disponibili per supplenze rimane ancora molto elevato. Secondo le stime dei sindacati, anche nel 2026 si prevede che ci saranno tra 150.000 e 200.000 supplenze annuali, con un focus particolare sulle cattedre in deroga su sostegno.

Il problema principale riguarda l’organico di fatto, che impedisce l’immissione in ruolo dei vincitori di concorso e dei precari di prima fascia GaE e Gps. I sindacati pongono l’accento sulla necessità di ripristinare un doppio canale di reclutamento, con metà dei posti disponibili assegnati ai vincitori dei concorsi e l’altra metà dalle graduatorie GaE/GpS.

Secondo gli esperti del settore, anche il Governo e il ministero dell’Istruzione stanno valutando questa soluzione come un passaggio fondamentale per migliorare la situazione degli insegnanti precari. È stato approvato un ordine del giorno che impegna l’Esecutivo a valutare la sospensione o la limitazione dei nuovi concorsi, privilegiando lo scorrimento delle graduatorie esistenti.

Tuttavia, prima di poter implementare questi cambiamenti, sarà necessario ottenere il via libera da parte dell’Unione europea. Mario Pittoni, responsabile Dipartimento Istruzione Lega, ha sottolineato l’importanza di convincere Bruxelles sull’importanza delle graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR). Questo modello consentirebbe di dare dignità anche ai precari storici e di garantire un reclutamento equo che tenga conto di tutte le graduatorie disponibili.

Secondo Pittoni, la disponibilità di Bruxelles a valutare bandi mirati potrebbe facilitare il processo di reclutamento e ridurre la pressione sui concorsi Pnrr. Nonostante i tempi necessari per attuare queste modifiche, è fondamentale per il settore dell’istruzione lavorare insieme per trovare soluzioni sostenibili e durature.

Nel frattempo, il problema dei docenti precari rimane urgente e persistente, con oltre il 20% delle scuole italiane che dovranno affrontare la precarietà anche quest’anno. È fondamentale trovare soluzioni concrete per migliorare la situazione di tutti gli insegnanti che lavorano duramente nel sistema educativo italiano.

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