Alumni di Google DeepMind sviluppano strumenti per accelerare l’energia di fusione per la rete elettrica.

Alumni di Google DeepMind sviluppano strumenti per accelerare l’energia di fusione per la rete elettrica.

Alumni di Google DeepMind sviluppano strumenti per accelerare l’energia di fusione per la rete elettrica.

Fondatori come Federico Felici e Jonas Buchli spesso cercano ovunque l’idea giusta per una startup, ma a volte capita che l’idea venga proprio a loro.

Un’opportunità che Felici e Buchli non hanno lasciato sfuggire è stata quella di fornire componenti essenziali per il controllo dei dispositivi di fusione sperimentale. Fondando Fusionality a Losanna, hanno raccolto un finanziamento di $3.7 milioni per iniziare il loro progetto.

Fusionality fa parte di una catena di approvvigionamento emergente che si è creata per servire l’industria dell’energia da fusione in rapida crescita. Alcune startup stanno sviluppando componenti che aiuteranno le aziende di fusione a trasformare le loro scoperte ingegneristiche in elettricità per la rete, mentre altre sono produttori esistenti con le competenze necessarie per produrre parti di alta precisione.

Ci sono poche aziende specializzate nell’hardware e nel software necessario per controllare i reattori a fusione stessi, ma Fusionality sta sviluppando un insieme di sistemi di controllo e ambienti di simulazione comuni su cui le startup potranno lavorare per adattarli ai loro design specifici.

L’obiettivo principale attuale di Fusionality è la confinamento magnetico, una tecnica che utilizza potenti elettromagneti per mantenere il combustibile da fusione denso e caldo abbastanza da alimentare una centrale elettrica. Il finanziamento pre-seed aiuterà il team a sviluppare tecnologie selezionate per operare un reattore a fusione.

Le fonti ufficiali confermano che Fusionality sta guardando oltre il confinamento magnetico per sviluppare sistemi per altre tecniche di fusione. I fondatori confrontano il loro approccio allo sviluppo tecnologico a quella di costruire con blocchi Lego, iniziando con pochi blocchi e aggiungendone sempre di più per soddisfare le esigenze di un reattore a fusione.

È importante sottolineare che l’IA giocherà un ruolo significativo nei sistemi di controllo futuri ma, al momento, non è pronta per controllare interamente il reattore a fusione. L’obiettivo è far sì che l’IA complemente, ottimizzi e arricchisca parti del sistema attuale.

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