Attivisti chiedono di liberare gli ecologisti cambogiani incarcerati per difendere l’ambiente.

Attivisti chiedono di liberare gli ecologisti cambogiani incarcerati per difendere l’ambiente.

Il contesto della repressione in Cambogia

La situazione che circonda la detenzione degli attivisti è un riflesso delle pressioni notevoli subite dai difensori dell’ambiente e dalla società civile in Cambogia. La repressione sistematica contro gli attivisti ambientali ha portato a una crisi per il movimento ecologico nel paese. Ouk Mao, un reporter ambientale, è stato arrestato nel 2025 per il suo lavoro su casi di deforestazione legati a potenti aziende minerarie, mentre diversi difensori ambientali sono stati costretti a fuggire dal paese dopo arresti avvenuti nel 2024.

Le organizzazioni che hanno firmato la lettera aperta al Primo Ministro Hun Manet, tra cui il Cambodian Center for Human Rights e Amnesty International, hanno sottolineato la necessità di un’azione immediata per rovesciare le condanne degli attivisti. L’appello coincide con il prossimo Vertice della Francofonia che si terrà a Phnom Penh a novembre, un momento critico in cui la pressione internazionale potrebbe influenzare la situazione.


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