Caccia, preaperture in 16 regioni: il WWF lancia l’allarme sulla tutela della fauna selvatica
La questione delle preaperture si inserisce in un confronto più ampio sulla riforma della normativa sulla caccia. Il WWF e altre associazioni ambientaliste contestano il disegno di legge attualmente all’esame del Parlamento, sostenendo che alcune delle modifiche proposte possano indebolire ulteriormente le tutele previste per la fauna selvatica.
Il WWF ricorda inoltre che sulla riforma si è sviluppata una mobilitazione nazionale, con la petizione “Stop Caccia Selvaggia”, che secondo l’associazione ha superato le 450 mila firme.
Il tema non riguarda soltanto la possibilità di cacciare determinate specie o l’anticipo delle date di apertura. Al centro del dibattito c’è soprattutto il rapporto tra attività venatoria, conservazione della biodiversità, cambiamenti climatici e decisioni basate sulle evidenze scientifiche.
Fauna selvatica e crisi climatica
Il WWF aveva già chiesto alle Regioni di intervenire proprio a causa delle condizioni ambientali eccezionali dell’estate 2026. Temperature elevate, scarsità d’acqua, incendi e prolungata assenza di precipitazioni possono infatti sottoporre gli ecosistemi a uno stress significativo.
«La crisi climatica sta cambiando profondamente le condizioni di vita della fauna selvatica», aveva sottolineato il WWF, chiedendo alle istituzioni di adeguare le decisioni sulla caccia alle nuove condizioni ambientali.
La fauna selvatica, ricorda infine l’associazione, rappresenta un patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata dalla Costituzione. Per questo, secondo il WWF, la gestione dell’attività venatoria dovrebbe essere accompagnata da politiche capaci di garantire la conservazione degli habitat e delle popolazioni animali, soprattutto in una fase caratterizzata da cambiamenti climatici sempre più evidenti.
