De Martino Video Rubato: Polizia Identifica 3.000 Persone Online in Pochi Minuti

De Martino Video Rubato: Polizia Identifica 3.000 Persone Online in Pochi Minuti

Nel numero più recente del settimanale Oggi, il giornalista Gino Gullace Raugei ha confermato le indiscrezioni relative all’indagine. Le autorità hanno ricostruito che il tecnico sospettato avrebbe attivato da remoto le telecamere dell’abitazione della Tronelli, spiando quindi la coppia in un momento estremamente privato, per poi caricare la clip su uno dei più noti portali per adulti, dove il video ha raccolto migliaia di visualizzazioni nel giro di pochi minuti. La diffusione è proseguita in modo incontrollato su forum, altri siti web e attraverso app di messaggistica istantanea.

Le autorità hanno fatto ogni sforzo possibile per fermare la diffusione del video illegale. Il Garante per la Privacy ha emesso provvedimenti immediati per vietare la circolazione del contenuto, riuscendo solo parzialmente a contenere la permanenza del video nei meandri nascosti della rete informatica.

La Polizia postale ha individuato circa 3.000 persone coinvolte nella condivisione del materiale, sia in forma di video integrale che di frame utilizzati per meme. Secondo il Corriere della Sera, molteplici profili social sono sotto indagine per i contenuti diffusi negli ultimi mesi. La legge italiana prevede pene severe per la condivisione non consensuale di contenuti intimi, che possono raggiungere fino a 6 anni di reclusione e ammende fino a 15.000 euro.

Gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Stefano De Martino, hanno sottolineato l’importanza di un intervento rigoroso: “Richiediamo che vengano perseguiti penalmente anche tutti coloro che conservano e diffondono questi contenuti senza autorizzazione. Si configurano reati gravi di ricettazione che arrecano danni enormi alla vittima e ai suoi familiari”.

Tra coloro che rischiano gravi conseguenze legali c’è anche la nota influencer napoletana Rita De Crescenzo, la quale ha ammesso pubblicamente di aver visualizzato il filmato e di averlo commentato su TikTok. Ciò dimostra l’ampio impatto sociale e mediatico della vicenda.

In un comunicato ufficiale, la Polizia di Stato ha riaffermato l’impegno nella lotta contro la diffusione illecita di materiali digitali sensibili, ricordando a tutti gli utenti che “la visione, la condivisione e la conservazione di contenuti privati senza consenso costituiscono un reato perseguibile a norma di legge”.

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