Decine di arresti nel Barese: colpiti clan Capriati e Strisciuglio per omicidi.
Indagini e Fermi di Giudici: La Violenza Continua
Le indagini portate avanti dalla Polizia di Stato hanno permesso di ottenere 11 misure cautelari non solo per l’omicidio di Capriati, ma anche per altri reati gravi, come ulteriore violenza avvenuta a Carbonara e traffici illeciti di armi e stupefacenti. È emersa una significativa capacità di controllo delle organizzazioni mafiose anche all’interno del carcere di Bari. Questi clan hanno dimostrato di utilizzare droni per introdurre telefoni cellulari nelle celle, garantendo ai detenuti la possibilità di comunicare con l’esterno e impartire ordini.
Contestualmente, sono state eseguite tre misure di fermo in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso presso il “Divine Club” di Bisceglie. Grazie alle indagini condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri, sono stati fermati tre giovani, di età compresa tra 21 e 22 anni, accusati di omicidio volontario e porto illegale di armi, aggravati dal contesto mafioso nel quale operano.
Questi arresti evidenziano un ulteriore sviluppo della violenza tra i clan Capriati e Strisciuglio, oramai sempre più accesi nella lotta per il controllo del territorio e del traffico di droga. L’analisi delle dinamiche dell’agguato ha mostrato l’organizzazione raffinata e violenta di questi gruppi. Dalla presenza della vittima all’interno del locale, alla fuga precipitosa degli autori, gli investigatori hanno potuto ricostruire il quadro generale degli eventi, ponendo in luce le pericolose modalità operative dei clan.
