Dipingere, viaggiare, studiare, creare: il valore di tornare a fare ciò che ci piace

Dipingere, viaggiare, studiare, creare: il valore di tornare a fare ciò che ci piace

Uno dei motivi per cui spesso rinunciamo alle nostre passioni è la paura di non essere abbastanza brave.

Vorremmo dipingere, ma pensiamo di non avere talento. Vorremmo scrivere, ma ci chiediamo chi mai potrebbe leggere quello che produciamo. Vorremmo studiare una nuova lingua, ma ci sembra troppo tardi. Vorremmo iniziare a fotografare, cucinare, ballare o suonare, ma immaginiamo subito il confronto con chi lo fa da sempre.

Ma una passione non deve necessariamente trasformarsi in una competizione.

Si può dipingere senza voler diventare artiste. Studiare senza sostenere un esame. Fotografare senza pubblicare le proprie immagini. Imparare a suonare uno strumento senza esibirsi davanti a nessuno.

Il valore di un’attività può stare semplicemente nel piacere che ci dà.

Ricominciare da una cosa piccola

Non è necessario rivoluzionare la propria vita per tornare a fare ciò che piace.

A volte bastano trenta minuti alla settimana. Una lezione, una passeggiata fotografica, qualche pagina di un libro, un pomeriggio dedicato alla pittura.

Il primo passo è smettere di aspettare il momento perfetto.

Il tempo libero perfetto probabilmente non arriverà mai. Gli impegni continueranno a esserci e la lista delle cose da fare non sarà mai completamente vuota.

Per questo una passione ha bisogno di essere inserita nella vita reale, non in quella ideale.

Viaggiare per ritrovarsi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *