Flc-Cgil: Ministero attacca mobilitazione contro riforma degli istituti tecnici, proteste crescenti.
Polemiche sulla Riforma degli Istituti Tecnici: Il Caso del 7 Maggio
Le discussioni sulla riforma degli istituti tecnici non si placano. Ultimo episodio, i dati sulla partecipazione allo sciopero del 7 maggio scorso, che ha sollevato animati dibattiti. La Flc-Cgil mette in dubbio i numeri forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha comunicato la sua posizione nel corso di un incontro con le Organizzazioni Sindacali del comparto scuola il 8 luglio. In quell’incontro, il Ministero ha sottolineato l’intenzione di apportare aggiornamenti mirati alla riforma, per garantire la continuità didattica, stabilità delle cattedre e adeguamenti ai curricula, in linea con gli obiettivi fissati dal PNRR.
Secondo il Ministero, il lavoro presentato ha rispettato un preciso impegno verso le Organizzazioni Sindacali come CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF, che hanno scelto un approccio costruttivo aderendo a una procedura conciliativa. Questa scelta è stata contrapposta alla posizione della CGIL, che ha rifiutato di partecipare alla procedura e ha chiesto il ritiro della riforma.
In merito allo sciopero, il Ministero ha dichiarato che la partecipazione è stata molto bassa, con solo l’1,78% dei docenti delle scuole e il 6,1% nel settore dell’istruzione tecnica e professionale. Questo dato ha sorpreso il Ministero, che si è chiesto come mai la CGIL, l’unica forza sindacale a non aderire alla procedura di raffreddamento, avesse lodato il lavoro presentato.
