Il futuro dell’arte immersiva: esperienza collettiva al Festival di Cannes 2026

Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo

Il futuro dell’arte immersiva: esperienza collettiva al Festival di Cannes 2026

di Federica Polidoro

La rivoluzione della competizione immersiva al Festival di Cannes 2026

CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – La prossima edizione del Festival di Cannes, prevista per il 2026, segnerà una svolta significativa nella competizione immersiva. Sotto la guida di Elie Levasseur, la sezione immersiva abbandona l’approccio frammentato dei singoli spazi espositivi, per trasformarsi in un’esperienza collettiva e teatrale. L’obiettivo è accogliere centinaia di spettatori simultaneamente, offrendo un modo nuovo di fruire le opere immersive, che si avvicina all’esperienza cinematografica tradizionale ma mantenendo la propria autonomia artistica.

Abbiamo avuto l’occasione di approfondire con Levasseur le principali tendenze dello storytelling immersivo, l’evoluzione tecnologica e il rapporto sempre più stretto tra il Festival di Cannes e la Biennale di Venezia. Un tema ricorrente è la necessità di considerare l’arte immersiva come un linguaggio indipendente e in continua trasformazione, capace di ridefinire la relazione tra spettatore, spazio e narrazione.

Lo storytelling immersivo: da meraviglia tecnologica a esperienza narrativa collettiva

Levasseur sottolinea come negli ultimi anni la produzione immersiva sia passata da un uso prevalentemente tecnologico ad un forte orientamento narrativo. Le opere selezionate per il Festival dimostrano narrazioni solide e articolate, che superano l’effetto sorpresa iniziale legato alla novità degli strumenti utilizzati. Artisti e produttori si concentrano ora sulla forza delle storie per coinvolgere veramente il pubblico, sia nelle esperienze VR free-roaming, sia in quelle video immersive e VR da seduti.

Dal punto di vista tecnologico, l’adozione dell’intelligenza artificiale ha rappresentato la novità più rilevante degli ultimi anni, con una progressiva integrazione nei processi creativi. Non sono state evidenziate innovazioni radicali in questa edizione, ma si conferma la prosecuzione di un trend di sviluppo già avviato.

Un nuovo modello per il mercato e la fruizione immersiva

La competizione immersiva resterà allestita al Carlton Hotel, ma con una strutturazione completamente rinnovata: uno spazio unico di oltre 450 metri quadrati ospiterà tre progetti al giorno, coinvolgendo simultaneamente da 80 a 220 spettatori, a seconda del tipo di esperienza. Questo approccio favorisce una fruizione collettiva simile a una proiezione cinematografica, superando la modalità individuale che limitava la portata delle opere.

L’adozione di tecnologie flessibili permette di ospitare diversi formati, dagli allestimenti video a proiezioni su pareti multiple, fino alle esperienze VR sedute o free-roaming multiutente, con sistemi di tracking avanzati per garantire sicurezza e immersione. Questo cambiamento è fondamentale anche per sviluppare modelli economici sostenibili, dato che la possibilità di coinvolgere più partecipanti contemporaneamente è l’unica via per rendere i progetti immersivi competitivi sul mercato internazionale.

Il Festival di Cannes e l’arte immersiva: un dialogo in crescita

Levasseur distingue nettamente l’arte immersiva dal cinema tradizionale, evidenziando la sua natura interattiva e 3D, in cui lo spettatore diventa parte integrante della narrazione. Questa differenza segna la nascita di un medium autonomo, influenzato dal cinema, videogiochi, performance e installazioni, ma con un linguaggio e un potenziale espressivo unici. Il Festival di Cannes intende valorizzare questa distinzione, pur favorendo collaborazioni e scambi tra i due mondi.

Il legame tra Cannes e la produzione immersiva si rafforza anche attraverso il Marché du Film, che quest’anno vede il Giappone come paese ospite. L’interesse verso IP giapponesi da adattare in esperienze immersive dimostra la crescente sinergia tra investimenti, sceneggiatura e casting. Cannes diventa così un hub dove dialogano creatori di cinema e artisti immersivi, aprendo percorsi di sviluppo e distribuzione internazionale più ampi.

Progetti imperdibili e temi emergenti nella competizione immersiva

Tra i nove progetti selezionati, spicca l’esperienza “Black Mirror Immersive Experience”, un esempio di free-roaming multiutente costruito attorno a una narrazione forte e una IP consolidata a livello globale. Questa opera segna un momento di maturità per l’industria, combinando coinvolgimento individuale e dinamiche collettive in uno spazio condiviso, generando una tensione contemporanea che riflette le paure tecnologiche della società.

Altri temi ricorrenti nei lavori esposti includono il giudizio morale, la trasformazione personale e collettiva, e la rappresentazione di realtà instabili o stati alterati di coscienza. Le opere invitano lo spettatore ad un coinvolgimento attivo, emotivo e talvolta fisico, diventando parte di esperienze che mettono in discussione identità, ecologia, tecnologia e memoria.

Focus su alcune esperienze immersive di rilievo

GAWD v. The People: L’opera pone l’umanità sotto processo in un tribunale guidato da un’intelligenza artificiale, riorientando la prospettiva da osservante a imputato. Questo concept combina satira, resa dei conti ecologica e rituale partecipativo, con un verdetto che cambia ogni sera. Il pubblico diventa parte di una comunità morale temporanea, costretto a riflettere sulle condizioni di sopravvivenza del genere umano.

Katábasis: Un viaggio nell’inconscio sotterraneo di New York che trasforma i tunnel della città in un oltretomba psicologico, unendo infrastruttura urbana e mitologia. L’esperienza assume una dimensione spirituale, trasformando il racconto non-fiction in poesia esperienziale e invitando lo spettatore a vivere emotivamente le tensioni nascoste degli spazi urbani.

Playing with Fire: Una performance immersiva che fonde recital classico e universo visivo onirico, offrendo un’intimità unica con la pianista Yuja Wang. L’opera esplora il confine tra presenza iper-reale e spettrale, ridefinendo il concetto stesso di “presenza” nella performance immersiva.

Altre opere e innovazioni nell’arte immersiva

Yellowfin: Un racconto fantasy-filippino che oscilla tra realismo emotivo e immaginario mitologico. L’opera esplora lo smarrimento identitario attraverso il viaggio della protagonista nel Mare di Celebes, con il mare che diventa paesaggio e condizione mentale di instabilità emotiva amplificata dal mezzo immersivo.

Voooooo—Peeeeee—: Esperienza postumana che utilizza un’interfaccia pneumatica indossabile per creare una percezione fisica dello spazio virtuale. Il corpo si trasforma in dato, abitato da residui tecnologici, offrendo una dimensione fragile e perturbante dello storytelling immersivo incarnato.

The Pirate Queen: No Safe Waters: Un’opera che narra attraverso suoni spaziali e immagini frammentate la leggenda di Cheng Shih, sfumata tra sopravvivenza e controllo narrativo, con una forte atmosfera e risonanza emotiva che privilegia il racconto su archetipi classici.

Novità organizzative e accessibilità ampliata

Un cambiamento importante riguarda l’integrazione della competizione immersiva nella piattaforma ufficiale di biglietteria del Festival di Cannes. Questo elimina confusione rispetto all’edizione precedente, aumentando drasticamente la capacità di accoglienza e permettendo a un pubblico più vasto, tra cui giornalisti e professionisti, di vivere le esperienze selezionate. Passare da esperienze individuali con pochi spettatori a sessioni collettive rappresenta un passo decisivo per la diffusione e la sostenibilità del settore.

Il festival conferma così la sua attenzione verso un medium in rapido sviluppo, riconoscendo il potenziale artistico e creativo dell’arte immersiva come uno dei territori più innovativi e osservati dell’audiovisivo contemporaneo.

Fonti:

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