Intelligenza artificiale e differenze di voti: può colmare il divario tra Nord e Sud?
L’Intelligenza Artificiale come Strumento di Equità
Spesso l’intelligenza artificiale è percepita come una minaccia all’istruzione. Potrebbe, invece, diventare una risorsa per ridurre alcune disuguaglianze, a patto che venga utilizzata seguendo norme chiare, trasparenti e verificabili. Naturalmente, non è sufficiente affidarsi a un algoritmo, ma è cruciale definire chi stabilisce i criteri, quali dati vengono impiegati, come viene controllato il sistema e come gestire eventuali errori o discriminazioni. Sarà fondamentale sottolineare che la decisione finale deve rimanere in mano all’insegnante, rendendo l’IA un assistente piuttosto che un giudice.
Perché non avviare una sperimentazione nazionale? Diverse classi, distribuite tra Nord, Centro e Sud, potrebbero svolgere le stesse prove. Gli insegnanti valuterebbero come di consueto, mentre gli stessi elaborati verrebbero analizzati da un sistema di IA secondo una rubrica nazionale. Questo permetterebbe di confrontare il voto dell’insegnante con la valutazione standardizzata, i risultati delle prove INVALSI, il livello socioeconomico degli studenti e il loro successivo andamento scolastico.
Per la prima volta, sarebbe possibile studiare con maggiore precisione quanto dei risultati scolastici dipenda dallo studente, quanto dal contesto e quanto dal sistema di valutazione utilizzato.
