La scuola: fulcro del villaggio da ricostruire, non un parcheggio per idee da abbandonare.
Una Pianificazione Sottodimensionata
In Italia, ci troviamo di fronte a un paradosso temporale. Per contratto, i docenti hanno 32 giorni di ferie, che di norma si collocano tra il 1° luglio e il 31 agosto. Il 1° settembre segna il ritorno ufficiale del personale scolastico, mentre gli studenti tornano solo a metà mese. Ciò implica che la pianificazione dell’intero anno scolastico avviene in un arco temporale molto ristretto, appena due settimane, dal 1° al giorno di rientro delle lezioni. È un’utopia burocratica, paragonabile a un teatro che debba allestire una complessa opera con sole poche prove generali dopo due mesi di silenzio.
Per consentire un vero riavvio della scuola, è essenziale rivedere i tempi dedicati alla formazione e alla burocrazia. Ma non basta. Occorre anche ripensare gli spazi scolastici.
Dobbiamo riportare la scuola a essere “la chiesa in mezzo al villaggio”, il fulcro di una comunità. Gli ambienti scolastici appartengono alla collettività e, una volta conclusi gli orari didattici, non dovrebbero trasformarsi in deserti, ma continuare a “fare scuola” in modi diversi, rimanendo aperti al territorio e gestiti da professionisti, associazioni e organizzazioni del terzo settore.
