La sindrome da rientro: perché tornare alla normalità dopo le vacanze può essere difficile
Uno degli errori più frequenti è pretendere di tornare immediatamente ai ritmi precedenti.
Primo giorno di lavoro, palestra, dieta, casa da sistemare, appuntamenti, commissioni e magari una lunga lista di buoni propositi per settembre. Tutto insieme può trasformare il rientro in una nuova fonte di stress.
Meglio invece ricostruire gradualmente le proprie abitudini.
Anche il sonno può essere riportato progressivamente agli orari abituali, così come i pasti e l’attività fisica. L’obiettivo non dovrebbe essere recuperare in 48 ore tutto ciò che non è stato fatto durante l’estate, ma ritrovare un ritmo sostenibile.
Settembre può diventare un nuovo inizio
C’è anche un altro modo di guardare al rientro.
Settembre non deve essere necessariamente vissuto come la fine delle vacanze. Può diventare un momento per scegliere cosa portare con sé dell’estate.
Se durante le ferie abbiamo camminato di più, trascorso più tempo con le persone che amiamo, letto, cucinato o semplicemente avuto più tempo per noi, non è detto che tutto debba finire con il rientro.
Anche nella vita quotidiana si possono conservare piccole abitudini che ci hanno fatto stare bene.
Il segreto è lasciare spazio anche dopo le vacanze
Uno dei motivi per cui le ferie risultano così rigeneranti è che spesso interrompono la sensazione di essere sempre impegnati.
Per questo, una volta tornati alla normalità, può essere utile non riempire immediatamente ogni spazio libero.
Una cena con gli amici, una passeggiata dopo il lavoro, una serata senza programmi, un libro prima di dormire o semplicemente qualche ora senza telefono possono diventare piccoli appuntamenti con il proprio benessere.
Non servono necessariamente grandi cambiamenti. A volte è sufficiente evitare che la routine occupi ogni minuto della giornata.
Quando la stanchezza merita attenzione
Una certa fatica nei giorni successivi al rientro è comprensibile. Se però tristezza, ansia, insonnia, forte stanchezza o difficoltà nella vita quotidiana persistono a lungo o diventano particolarmente intense, non è opportuno attribuire tutto semplicemente alla “sindrome da rientro”.
In questi casi è importante parlarne con un professionista, perché potrebbe esserci un problema diverso che merita di essere valutato.
Non è necessario tornare alla persona di prima
Forse il modo migliore per affrontare settembre è proprio questo: non considerarlo un ritorno indietro.
Le vacanze possono averci fatto capire che abbiamo bisogno di più tempo libero, di ritmi meno frenetici, di stare maggiormente all’aria aperta o semplicemente di ritagliarci qualche momento solo per noi.
Il rientro può allora diventare l’occasione per portare nella quotidianità almeno una parte di quello che abbiamo scoperto durante l’estate.
Perché tornare alla normalità non significa necessariamente tornare a correre come prima. Significa trovare un nuovo equilibrio, con un po’ più di consapevolezza su ciò che ci fa stare bene.
