L’arte di dire di no senza colpa: Impostare confini sani per tutelare la propria energia emotiva
Il senso di colpa che accompagna un no spesso nasce dal timore di ferire o deludere qualcuno. Possiamo pensare che accettare una richiesta sia un modo per dimostrare affetto, disponibilità o gentilezza, anche quando quella richiesta arriva in un momento in cui non abbiamo più energie da dedicare.
A volte, inoltre, siamo cresciuti con l’idea che essere una persona disponibile significhi esserci sempre. Il risultato è che dire no può sembrare quasi una forma di egoismo, mentre dire sì diventa una risposta automatica.
Ma disponibilità e disponibilità totale non sono la stessa cosa. Possiamo essere persone attente e generose senza essere sempre reperibili, senza accettare ogni invito e senza risolvere continuamente i problemi degli altri.
Riconoscere questa differenza è il primo passo per liberarsi gradualmente dal senso di colpa legato ai propri limiti.
