L’Australia non raggiunge gli obiettivi ambientali, sostiene un ecologo esperto.
Le proposte governative, come il “Nature Repair Market”, un sistema di compensazione volontaria per la biodiversità, sono state accolte con scetticismo. Ricerche suggeriscono che tale misura, senza fondi pubblici, potrebbe non proteggere le specie in pericolo. Altri studiosi, tra cui quelli dell’Università di Melbourne e dell’Università del New South Wales, hanno avvertito che un mercato per la biodiversità potrebbe non funzionare e potrebbe complicare ulteriormente la situazione.
Ritchie mette in guardia sui problemi del mercato e sul modo in cui il governo intende misurare gli impatti ambientali dei vari progetti. Attualmente, gli standard ambientali nazionali non considerano gli “impatti cumulativi”, cosa che può portare a un “morte per mille tagli” per le specie minacciate.
La legge sull’ambiente e la conservazione della biodiversità (EPBC Act) è insufficiente in questo senso. Progetti individuali non vengono valutati in relazione agli altri che possono influenzare la stessa specie.
