Operazione contro il traffico di droga: 11 indagati tra Lazio e Sud America.

Operazione contro il traffico di droga: 11 indagati tra Lazio e Sud America.

Struttura Criminale e Metodi di Operazione

All’interno della banda, diverse figure chiave ricoprivano ruoli essenziali. Un broker dominicano gestiva le finanze e i contatti esteri, mentre un leader colombiano, noto con il soprannome di “Il Presidente”, supervisionava i rifornimenti di cocaina. In Italia, un broker romano si occupava di piazzare la droga nel mercato centrale del Paese, coadiuvato da un complice calabrese che apportava modifiche alle automobili per creare doppi fondi telecomandati, dove nascondere il carico illecito.

I canali d’ingresso della droga erano tre, ognuno con precise modalità operative: via terra dalla Spagna con veicoli modificati, via mare dal porto di Guayaquil in Ecuador utilizzando borsoni dotati di localizzatori GPS per il recupero, e infine tramite corrieri “ovulatori” negli aeroporti. La struttura operativa della banda si avvicinava a quella di un’azienda: la cocaina era acquistata all’ingrosso a prezzi che variavano dai 16.000 ai 17.000 euro al chilo, per poi essere rivenduta tra i 21.000 e i 24.000 euro. Gli appartenenti al gruppo utilizevano codici specifici nel comunicare, facendo riferimento alla cocaina con nomi in codice come “Biancaneve” e “Rosalba” (per identificare la cocaina rosa).


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