Perché ci sentiamo in colpa quando pensiamo prima a noi? Il difficile allenamento all’egoismo sano

Perché ci sentiamo in colpa quando pensiamo prima a noi? Il difficile allenamento all’egoismo sano

L’egoismo sano non consiste nell’ignorare gli altri. Consiste nel creare un equilibrio.

Una donna può essere una madre presente senza rinunciare completamente a se stessa. Può amare il proprio partner senza avere bisogno di condividere ogni momento della giornata. Può essere una figlia attenta senza sentirsi responsabile di ogni problema dei genitori. Può essere una professionista affidabile senza essere disponibile 24 ore su 24.

Anzi, avere uno spazio personale può rendere più autentiche anche le relazioni.

Il tempo dedicato a se stesse non deve necessariamente essere qualcosa di straordinario. Può essere una passeggiata, una giornata al mare da sole, un caffè bevuto lentamente, un allenamento, un appuntamento dal parrucchiere, una serata davanti a una serie televisiva o semplicemente qualche ora senza dover soddisfare le esigenze di qualcun altro.

La vera difficoltà, spesso, non è trovare quel tempo. È permettersi di usarlo senza sentirsi in colpa.

Per riuscirci bisogna cambiare una convinzione radicata: non dobbiamo essere esauste per avere il diritto di fermarci.

Non serve arrivare al limite per concedersi una pausa. Non serve avere una giustificazione per dire di no. E soprattutto non serve aspettare che tutti gli altri siano sistemati prima di occuparsi di sé, perché quel momento potrebbe non arrivare mai.

Imparare a mettersi qualche volta al primo posto non significa diventare meno generose. Significa smettere di essere generose a proprie spese.

E forse è proprio questa la forma più difficile, ma anche più importante, di cura di sé: capire che pensare anche a noi non è una colpa. È un diritto.

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