Rapiti: alla scoperta del Cristianesimo d’Oriente nel nuovo libro di Bettanini

Rapiti: alla scoperta del Cristianesimo d’Oriente nel nuovo libro di Bettanini

“Rapiti”: un’opera che riflette la guerra siriana e la forza della fede

Il libro di Tonino Bettanini si inserisce in un contesto editoriale e narrativo molto ricco, con un’attenzione particolare alla guerra civile siriana che ormai sembra avvicinarsi a uno snodo cruciale. “Rapiti” non è solo la prosecuzione di diversi lavori precedenti dell’autore – come “Contro tutte le paure”, “Bruxelles, la pelouse des Anglais”, “L’icona di San Pietroburgo” e “L’impermeabile di Kabul” – ma rappresenta un ritorno nella città eterna, dove il protagonista Brando Costa era partito per la sua prima avventura accanto a Giovanni Falcone.

Il racconto è fortemente ispirato a fatti reali e alla testimonianza di una comunità di monache trappiste italiane provenienti dal monastero di Valserena, in provincia di Pisa, che dal 2005 vivono in Siria. Queste sorelle hanno fondato il monastero di Azeir, vicino al confine con il Libano, con la missione di portare pace e speranza in un territorio martoriato dalla guerra. Il loro impegno quotidiano è uno dei pilastri narrativi del libro, simbolo dell’umanità e della spiritualità che resistono anche nei contesti più difficili.

La vicenda di Brando Costa offre così uno sguardo profondo e umano sulle condizioni degli ostaggi in zone di conflitto e sul coraggio di chi sceglie di testimoniare valori di pace in mezzo a tutto ciò che li nega. “Rapiti” si conferma un’opera importante per comprendere la complessità degli scenari medio-orientali e per riflettere sul significato di fede, identità e rinascita.


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