Schlein: il ddl caccia è incostituzionale e antiscientifico, il Governo deve ritirarlo
Il DDL 1552, secondo Elly Schlein, non rappresenta una vera riforma della caccia, ma un attacco ideologico che mina l’equilibrio della legge 157. Schlein sottolinea come la modifica del parere scientifico di ISPRA da vincolante a consultivo favorisca interessi politici a scapito della scienza e della biodiversità. La Commissione europea ha avvertito dei rischi legati a questa trasformazione, che potrebbe compromettere la tutela degli uccelli. Inoltre, si denunciano manovre del governo, che avrebbe tenuto nascosta una lettera da Bruxelles, chiedendo il ritiro immediato del DDL 1552 per proteggere l’ecosistema.
Critiche al DDL 1552: Rischi per l’Ecosistema e la Biodiversità
ROMA (ITALPRESS) – La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha espresso forti preoccupazioni riguardo al DDL 1552, definendolo non una riforma della caccia, bensì un tentativo disordinato e ideologico di minare l’equilibrio della legge 157. Questo disegno di legge si presenta come una capitolazione alle istanze più radicali del mondo venatorio, ignorando i principi scientifici, le normative europee e l’impegno costituzionale di proteggere l’ecosistema e la biodiversità.
Secondo Schlein, il DDL modifica il parere scientifico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), passando da un vincolo a un mero consulto. Ciò implica una sostituzione della scienza con un Comitato tecnico faunistico-venatorio, subordinando le decisioni politiche a considerazioni meno solide. Questa deriva è preoccupante, poiché rischia di compromettere le garanzie offerte dalla Direttiva Uccelli, con la possibilità di introdurre deroghe che possono confliggere con le raccomandazioni scientifiche.
Un aspetto ancora più inquietante è che il governo italiano era già a conoscenza delle preoccupazioni espresse da Bruxelles dal dicembre 2025, ma ha scelto di mantenere segreta la comunicazione mentre il Parlamento discuteva il provvedimento. Questa azione solleva interrogativi sulla trasparenza delle istituzioni e sulla responsabilità dei decisori politici, che non hanno mai risposto alle interrogazioni sollevate su questo argomento.
In questo contesto, Schlein chiede il ritiro immediato del DDL 1552, sottolineando l’importanza di preservare la biodiversità e mantenere il rispetto per le normative europee. La tutela dell’ambiente e degli equilibri ecologici non è solo una questione di politica, ma un dovere verso le future generazioni.
Il DDL 1552 e il Rischio per l’Ecosistema
ROMA (ITALPRESS) – Il DDL 1552 non rappresenta una vera riforma della caccia, ma un tentativo maldestro e ideologico di alterare l’equilibrio precario della legge 157. Questo progetto di legge sembra orientato a favorire la frangia più radicale della comunità venatoria, ignorando evidenze scientifiche, norme europee e la responsabilità costituzionale di salvaguardare l’ecosistema e la biodiversità. La modifica proposta riduce il parere scientifico fornito dall’ISPRA da vincolante a semplicemente consultivo, sostituendo così l’approccio scientifico con decisioni di tipo politico, tramite un Comitato tecnico faunistico-venatorio.
In questa situazione allarmante, la Commissione europea ha espresso preoccupazione per le implicazioni di tale modifica, avvertendo che potrebbe compromettere il sistema di protezione previsto dalla Direttiva Uccelli. L’introduzione di deroghe a tali norme potrebbe avvenire anche in contrasto con suggerimenti scientifici, minando ulteriormente il sistema di protezione esistente. Queste scelte potrebbero portare a una gestione della fauna selvatica che non tenga conto delle necessità della conservazione e della sostenibilità.
A suscitare indignazione è anche il silenzio del governo riguardo a una lettera ricevuta da Bruxelles nel dicembre 2025, che metteva in guardia sulle conseguenze di queste modifiche: un’informativa tenuta nascosta mentre il Parlamento discuteva il DDL. Questo atteggiamento solleva interrogativi su trasparenza e responsabilità, data l’importanza di informare le istituzioni e l’opinione pubblica su questioni così rilevanti per il nostro ecosistema.
In questo contesto, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto con fermezza il ritiro immediato del DDL 1552, sottolineando la necessità di preservare la biodiversità e le norme che garantiscono una gestione sostenibile delle risorse naturali. La sua posizione invita a riflettere sull’importanza di decisioni ben informate e basate su evidenze scientifiche, piuttosto che influenzate unicamente da interessi politici.
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