Tartarughe marine, stagione positiva: oltre 7 mila piccoli nati sulle coste italiane
La nascita di migliaia di tartarughine non significa però che il pericolo sia superato. Il percorso dal nido alla battigia rappresenta una fase estremamente delicata. Una delle principali minacce è costituita dall’inquinamento luminoso: i piccoli appena usciti dalla sabbia si orientano naturalmente verso il mare seguendo la luminosità dell’orizzonte, ma le luci artificiali provenienti da stabilimenti, strade, abitazioni e altre strutture possono confonderli e spingerli nella direzione opposta.
Un altro problema è rappresentato dalla pulizia meccanica degli arenili. Se effettuata senza le necessarie precauzioni nelle zone di nidificazione, può danneggiare o distruggere nidi ancora presenti sotto la sabbia.
Il WWF invita quindi amministrazioni, gestori degli stabilimenti e cittadini a ridurre e schermare le fonti luminose, preferendo, dove necessario, luci calde, ambrate o rosse. Anche la pulizia delle spiagge dovrebbe essere effettuata manualmente nelle aree più sensibili o programmata tenendo conto dei periodi di nidificazione e schiusa. In caso di avvistamento di tracce di emersione o di una schiusa, è fondamentale informare tempestivamente la Capitaneria di porto e i referenti territoriali del WWF.
Il monitoraggio prosegue anche oltre la stagione delle schiuse. Nell’ambito del progetto LIFE ADAPTS, il WWF, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, ha applicato sette trasmettitori satellitari a femmine nidificanti di Caretta caretta, per studiarne gli spostamenti e gli habitat di alimentazione. Viene inoltre analizzato il rapporto tra maschi e femmine nei nidi, un aspetto particolarmente importante alla luce dei cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature della sabbia favorisce infatti la nascita di un numero sempre maggiore di femmine.
Proteggere le spiagge significa quindi proteggere non soltanto i nidi, ma anche il futuro della specie. Ogni tartarughina che riesce a raggiungere il mare è una piccola vittoria per la biodiversità del Mediterraneo.
